Durante la commemorazione della strage di via D’Amelio, in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta, tra cui Emanuela Loi, la nipote omonima di 32 anni ha letto una toccante lettera indirizzata alla zia.
Emanuela Loi, poliziotta come la zia, all’agente della scorta è intitolato il parco di vial Trento – e che porta con orgoglio il suo nome, ha espresso un profondo sentimento di connessione, nonostante non l’abbia mai conosciuta. “Nonostante io non abbia avuto la fortuna di conoscerti, sento una profonda connessione con te”, ha scritto nella missiva. Ha sottolineato come il nome che porta sia “un costante promemoria del tuo coraggio e della tua dedizione alla giustizia”, e come “la tua storia, il tuo sacrificio mi hanno insegnato l’importanza di lottare per ciò che è giusto, anche di fronte alle difficoltà”.
La nipote ha raccontato di sentire come se stesse in qualche modo vivendo la vita della zia, condividendone sogni e passioni. “A volte, sento come se stessi vivendo la tua vita, come se i tuoi sogni e le tue passioni fossero anche i miei”, ha affermato. Ha anche riflettuto sul dolore di non aver potuto condividere momenti con lei. Mentre la zia avrebbe voluto fare la maestra ma ha poi intrapreso la carriera in polizia, la nipote ha scelto deliberatamente di seguire le sue orme, volendo “onorare la tua memoria vivendo una vita che rifletta i tuoi valori e la tua passione per la giustizia.”
La lettera ha anche toccato il profondo senso del dovere di Emanuela Loi, la poliziotta caduta. Originaria di Sestu, in provincia di Cagliari, era tornata a Palermo il 17 luglio 1992, nonostante la febbre, per non far rinunciare alle ferie un collega. La nipote ha ricordato le parole del giudice Borsellino alla giovane agente: “Sarei io a dover proteggere te, non il contrario. Sono un morto che cammina”. La nipote ha concluso la sua lettera esprimendo la speranza che la zia sia orgogliosa di lei, riconoscendo il suo coraggio e il suo “senso del dovere”.
La storia di Emanuela Loi, la nipote, è un potente tributo all’eredità di coraggio e dedizione alla giustizia lasciata da sua zia.