“L’università deve generare sviluppo concreto”

Francesco Fioretti (Museo Hydra) interviene alla due giorni di “Terni Città Universitaria” e invita a ripensare il ruolo dell’ateneo: non solo formazione, ma volàno di impresa, lavoro e innovazione

Francesco Fioretti

Ingegner Fioretti, ha aperto il suo intervento con un episodio significativo. Cosa voleva comunicare?

Ho voluto raccontare un fatto emblematico: in un recente bando regionale per la valorizzazione turistica, si è scelto di individuare come attrattore la Specola anziché la Cascata delle Marmore. È una scelta che mi ha colpito, perché rivela una scarsa comprensione delle reali potenzialità del nostro territorio. La Cascata è uno degli attrattori più potenti che abbiamo, un simbolo. Ignorarla significa non cogliere il valore autentico che ci circonda.

In che modo questo episodio si collega al tema dell’università?

Credo che rifletta un problema più ampio: la mancanza di visione strategica. L’università, come le politiche territoriali, deve avere obiettivi chiari. Il suo ruolo non può esaurirsi nella semplice erogazione di titoli di studio. Deve formare competenze vere, deve essere uno strumento per generare sviluppo economico e sociale. Deve aiutare i giovani a costruirsi un futuro, a trovare lavoro, a creare imprese.

Quali sono, secondo lei, le priorità per il futuro del polo universitario di Terni?

Serve un ecosistema in grado di connettere l’università con il territorio. Un sistema dove le conoscenze acquisite possano trasformarsi in opportunità concrete. Dove l’innovazione prodotta dalla ricerca trovi sbocchi reali. Dove le idee abbiano lo spazio per diventare impresa. Senza questa connessione, rischiamo di disperdere risorse in iniziative scollegate, magari benintenzionate, ma inefficaci.

Ha parlato anche di “strategie” e di uso intelligente dei fondi. Può approfondire?

Abbiamo risorse disponibili, ma troppo spesso vengono distribuite a pioggia, senza una vera direzione. Serve che l’Università si connetta operativamente con asset privati del territorio quali incubatori, finanziatori e consulenti in settori in grado di generare sviluppo durevole. Il polo universitario deve rappresentare il primo anello di una catena che porti a generare ricchezza nel rispetto delle specificità del nostro territorio e nel rispetto dei valori etici che caratterizzano la nostra civiltà millenaria.

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