La Regione Umbria alza il tono sul fronte del trasporto ferroviario, denunciando la totale mancanza di disponibilità da parte di Trenitalia a condividere le misure di sostegno per i pendolari. Dopo settimane di interlocuzioni, l’amministrazione regionale definisce «insoddisfacente» la risposta ricevuta dal gestore nazionale, soprattutto in merito alla richiesta di agevolazioni tariffarie per gli utenti colpiti dalla riduzione del servizio.
La situazione è stata illustrata nei dettagli dall’assessore regionale ai Trasporti Francesco De Rebotti, che insieme alla presidente Stefania Proietti aveva presentato le proposte umbre in una conferenza stampa a metà luglio. Tra le istanze principali, la richiesta di attivare meccanismi di sconto sui costi degli abbonamenti e la possibilità, per i pendolari, di utilizzare treni non inclusi nel loro titolo di viaggio senza aggravio di spese durante il periodo di massimo disagio.
“Trenitalia non ha mostrato alcuna disponibilità a compartecipare al finanziamento delle agevolazioni tariffarie”, ha dichiarato De Rebotti, che ha anche sottolineato il rifiuto dell’operatore ferroviario a consentire ai pendolari l’accesso a convogli di categoria superiore, come richiesto dalla Regione. Unica concessione riconosciuta – definita dallo stesso assessore come “beffa finale” – è l’autorizzazione a utilizzare percorsi alternativi più lunghi senza costi aggiuntivi, ad esempio passando per Terontola invece che seguire la direttrice Foligno-Terni-Orte per raggiungere Roma.
Ma a far saltare il banco è stata la richiesta di Trenitalia alla Regione Umbria di coprire i costi dei servizi sostitutivi con autobus, predisposti per sopperire alle corse ferroviarie cancellate durante i lavori legati al PNRR. La cifra richiesta ammonta a quasi un milione di euro. «Rigettiamo con forza questa richiesta», ha tuonato De Rebotti, ribadendo che tali costi non possono gravare sui cittadini umbri.
Secondo l’assessore, il principio era già stato chiarito in sede di Conferenza Unificata tra Stato e Regioni: le spese dei servizi sostitutivi devono essere a carico di RFI e finanziate con fondi europei. «La misura sembra colma – ha concluso – abbiamo incaricato i nostri uffici di verificare in dettaglio il contratto di servizio, per accertare se ci siano violazioni o elementi utili a tutelare gli interessi della nostra comunità».
Nel frattempo, la Regione ha sollecitato anche RFI a ripristinare l’Intercity 598 sulla linea direttissima e a potenziare la capienza del treno 4106, particolarmente utilizzato dai pendolari nel tragitto di rientro da Roma. Due richieste che, al momento, restano in sospeso. La petizione dei cittadini è altrettanto partita e potrebbe essere messa anch’essa sul piatto per i prossimi colloqui.