Il pasticcio dei contributi per la vita indipendente: le famiglie hanno anticipato fino a 4000 euro

Contributi previsti ma non ancora erogati e così le famiglie hanno dovuto versare di tasca propria i soldi per avviare i percorsi. Il Comune si scusa e prova a rimediare

Quando c’è un errore, il gioco dello scaricabarile è sempre di moda. Così vale anche per il progetto vita indipendente, i cui contributi non sono ancora stati erogati, costringendo alle famiglie che hanno beneficiato del progetto regionale, ad anticipare di tasca propria molti soldi. Ne parla il TG3 Umbria che solleva il caso di Paola Ortolani la quale  è riuscita a rientrare nella propria abitazione grazie al programma regionale “Vita indipendente”, ma appunto ha dovuto pagarsi tutto

Anche altri come Paola, sono riusciti ad avviare il percorso previsto dal progetto, ma hanno dovuto farlo coprendo le spese di tasca propria, con cifre che in diversi casi superano i 4.000 euro. Delfina Dati, presidente di Afad  (Associazione famiglie disabili) spiega: “Per i progetti ripartiti a maggio mancano i contributi dovuti alle persone con disabilità per portarli avanti  Era previsto che al patto stipulato sarebbe stato erogato il 20 percento, mentre invece abbiamo dovuto pagarci tutto”

C’è chi ha dovuto chiedere prestiti in banca, chi ha ridotto le ore di assistenza e chi, più drasticamente, ha dovuto interrompere del tutto il servizio, compromettendo la continuità e la qualità dell’assistenza ricevuta.

Il contributo regionale – che dovrebbe coprire costi come l’integrazione dell’affitto, l’acquisto di tecnologie per la domotica o l’assunzione di personale specializzato – è bloccato a livello amministrativo. La gestione comunale, infatti, rappresenta l’ultimo passaggio del percorso burocratico, ma è proprio qui che si registra il ritardo: i fondi non sono ancora stati materialmente assegnati agli aventi diritto.

Di fronte alle difficoltà sollevate dai cittadini, l’amministrazione comunale ha riconosciuto i ritardi, ma scaricando le colpe sugli uffici: “Non hanno svolto bene le pratiche – dice il vicesindaco Riccardo Corridore – Ma ora i bonifici sono arrivati e presto saranno erogati i soldi”. L’assessore al welfare Viviana Altamura invece scarica tutto sugli utenti: “C’erano imprecisioni nelle documentazioni”, sottolinea, confermando che i progetti sono attivi e lo resteranno per 18 mesi.

 

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

Un percorso promosso da Afad per dieci giovani con disturbi dello spettro autistico: formazione, residenzialità...
La giunta comunale ha avviato un piano di prevenzione con il sostegno della Prefettura e...
La neo eletta annuncia un programma biennale incentrato su ambiente, sostenibilità, uguaglianza e coinvolgimento delle...

Altre notizie