Stroncone, borgo medievale dell’Umbria meridionale, rinnova ogni anno il suo profondo legame con la spiritualità francescana attraverso le celebrazioni dedicate al beato Antonio Vici, figura emblematica dell’Ordine dei frati minori e patrono del paese. Le commemorazioni si svolgono ad agosto e rappresentano non solo un momento di devozione religiosa, ma anche un’occasione per valorizzare il patrimonio storico e culturale della comunità.
Le celebrazioni iniziano il 21 agosto, in occasione della festa della traslazione del corpo del beato Antonio, con una serie di appuntamenti religiosi che si tengono presso il santuario a lui dedicato. In mattinata è prevista la santa Messa, seguita nel pomeriggio da visite guidate al convento, luogo fondato nel 1213 e da sempre centro della vita spirituale stronconese. La giornata culmina con la Messa solenne presieduta da padre Massimo Travascio, Custode della Porziuncola di Assisi, seguita da una processione per le vie del paese. In questo momento suggestivo, la filarmonica Le Contrade aps accompagna la comunità, che affida simbolicamente le famiglie alla protezione del beato.
Il momento più intenso del programma è rappresentato dal pellegrinaggio a piedi da Assisi a Stroncone, che prende il via la notte del 26 agosto dal santuario di San Damiano. I pellegrini, partendo alle ore 22, percorrono oltre 100 chilometri fino a giungere, nella serata del 27 agosto, al borgo umbro. Qui si tiene il tradizionale corteo storico in abiti d’epoca, rievocazione dell’arrivo delle reliquie del beato Antonio a Stroncone nel 1809. L’evento si ispira a quanto avvenne quando, dopo un lungo iter e grazie all’intercessione di padre Angelico Coletti, Papa Pio VII autorizzò il ritorno del corpo del beato nella sua città natale.
La figura del beato Antonio Vici affonda le sue radici nel cuore della tradizione francescana umbra. Nato a Stroncone nel 1381 da una famiglia nobile, a soli 14 anni intraprese la vita religiosa seguendo lo zio fra Giovanni nel convento locale. Dopo il noviziato, il giovane frate fu inviato a Fiesole e successivamente operò nella Maremma toscana, a Piombino e in Corsica, per diffondere l’ideale dell’Osservanza. Per trent’anni fu questuante presso l’Eremo delle Carceri di Assisi, dedicandosi con fervore all’apostolato.
Morì il 7 febbraio 1461 ad Assisi, presso il santuario di San Damiano, e l’anno successivo il suo corpo, trovato incorrotto, fu posto alla venerazione dei fedeli. Il riconoscimento ufficiale del culto arrivò nel 1687 da parte di Papa Innocenzo XI. Il ritorno delle sue spoglie a Stroncone nel 1809 rappresentò un momento di grande gioia per la popolazione, fortemente voluto da padre Angelico Coletti, instancabile promotore della memoria del beato e figura di rilievo della vita ecclesiastica stronconese.
Le celebrazioni dell’Agosto stronconese non sono solo un’occasione di raccoglimento spirituale, ma anche un momento di partecipazione collettiva in cui fede, cultura e identità si fondono. Il valore simbolico di questi eventi si rinnova ogni anno, testimoniando la continuità di una tradizione che affonda le radici nel Medioevo e si proietta con forza nella contemporaneità.
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