Stroncone, ristrutturare e valorizzare l’abbazia di San Benedetto in Fundis

Il rudere verso l'asta, dal Comune una mozione: "Recuperiamola, è patrimonio storico"

Un rudere abbandonato, per il quale da anni si auspica un restauro, per essere restituito al territorio come pezzo di patrimonio storico e  culturale. L’Abbazia di San Benedetto In Fundis, immersa nel verde tra Stroncone e Miranda, ora può finire all’asta per essere ceduta al miglior offerente. E’ di proprietà della Comunità montana in liquidazione e affidata alla gestione dell’Agenzia regionale di forestazione e proprio quest’ultima è pronta a metterla all’asta. Dal Comune di Stroncone, però, arriva un appello affinché venga acquisita gratuitamente, valorizzata e restituita alla comunità stronconese. Mozione presentata in Consiglio comunale dal gruppo Impegno Civico. Si chiede di procedere all’acquisizione del’antica abbazia, che venne fatta edificare dai monaci di Farfa e che può essere ancora una tappa di alto valore storico e religioso sulla Via dei Protomartiri Francescani.

Azione gratuita o con prelazione all’asta

Secondo Impegno Civico, la perdita di questo patrimonio e l’eventuale limitazione del suo uso pubblico rappresenterebbero un danno culturale ed economico. Si fa riferimento alla legge, in vigore, che consente il trasferimento gratuito di beni tra enti pubblici in fase di liquidazione per finalità di valorizzazione. Inoltre, l’acquisizione pubblica sarebbe una condizione necessaria per accedere a finanziamenti nazionali ed europei per la messa in sicurezza, il recupero e la futura valorizzazione. “Si impegnano il sindaco e la giunta – si legge nella mozione – a inviare entro e non oltre 30 giorni dall’approvazione della presente formale richiesta di assegnazione a titolo gratuito del bene al patrimonio comunale all’Afor. In subordine, qualora la via gratuita sia preclusa, ad avviare l’iter per l’acquisizione onerosa tramite eventuale esercizio di prelazione o partecipazione all’asta, individuando le coperture finanziarie necessarie; a non omettere di corredare tutte le delibere attuative del presente atto di indirizzo dei previsti pareri tecnici e contabili, da rendersi nel momento in cui l’amministrazione tradurrà il mandato politico in atti gestionali di impegno di spesa“.

Redazione

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