L’autorità giudiziaria di Terni ha disposto il dissequestro dell’abitazione della famiglia Fiorelli, situata in strada di Prisciano, mentre proseguono a Roma gli accertamenti tecnici irripetibili eseguiti dai carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche (Ris). Le verifiche, iniziate mercoledì mattina presso i laboratori di via Tor di Quinto, rientrano nell’inchiesta relativa al decesso di Andrea Fiorelli, ex maresciallo capo della Guardia di Finanza, ritrovato senza vita il 22 agosto scorso nel garage dell’abitazione familiare.
L’appartamento dell’anziano padre di Fiorelli non era stato sottoposto a sequestro, come invece accaduto per il resto dell’immobile. Il provvedimento di dissequestro è arrivato dopo l’avvio delle nuove analisi di tipo biologico e dattiloscopico, disposte dal sostituto procuratore Raffaele Pesiri. Tali accertamenti riguardano oggetti già sequestrati, tra cui dispositivi tecnologici e altri reperti su cui sarebbero state rinvenute impronte potenzialmente rilevanti.
Le operazioni scientifiche a Roma seguono una nuova serie di audizioni testimoniali, condotte presso il comando provinciale dell’Arma in via Radice, a Terni. Tra lunedì e martedì sono stati nuovamente ascoltati i familiari più stretti del 59enne: la moglie, la figlia, il figlio e la fidanzata di quest’ultimo. Gli interrogatori sono durati diverse ore e mirano a ricostruire il contesto familiare e le eventuali dinamiche pregresse che potrebbero aver avuto un ruolo nella morte dell’ex finanziere.
Parallelamente all’inizio degli accertamenti a Roma, i legali del figlio di Fiorelli – gli avvocati Francesco Salvatore Donzelli e Marco Ravasio – hanno presentato un’istanza al pubblico ministero, sollevando questioni procedurali. La richiesta si fonda sul presunto superamento dei termini previsti per la notifica dell’atto e su errori materiali relativi all’oggetto dell’indagine.
Il caso di Andrea Fiorelli presenta ancora numerosi punti oscuri. Il suo corpo era stato trovato all’interno della sua auto, nel garage situato al piano seminterrato della casa. Lo sportello risultava chiuso, le chiavi inserite, e vicino al veicolo era stata rinvenuta una motosega elettrica, ancora collegata alla presa. Un profondo taglio sul collo, nella parte anteriore, ha causato la morte. Le circostanze in cui è stato trovato il cadavere, e la dinamica dell’accaduto, rendono ancora incerta la qualificazione dell’evento: si indaga se si tratti di suicidio o di un’azione provocata da terzi.
La contemporaneità tra le nuove testimonianze e gli accertamenti scientifici del Ris suggerisce un’accelerazione delle indagini, nel tentativo di fornire una risposta definitiva sul decesso dell’ex militare. La procura di Terni, con il supporto dei tecnici forensi, punta a raccogliere elementi oggettivi in grado di chiarire se Andrea Fiorelli sia stato vittima di un gesto estremo oppure se dietro la sua morte si celi un quadro più complesso.