Anche Terni si è unita alle oltre 80 città italiane che, nella giornata di lunedì 22 settembre, hanno partecipato alla mobilitazione nazionale in solidarietà al popolo palestinese. La manifestazione è stata organizzata da Usb e altri sindacati di base in concomitanza con lo sciopero generale, attirando centinaia di partecipanti, in coincidenza con lo sciopero generale indetto dai sindacati di base, che ha provocato diversi disagi.
Il ritrovo è avvenuto in largo Don Minzoni, punto di partenza del corteo che ha attraversato il cuore della città: tappa largo Villa Glori, per poi concludersi in piazza della Repubblica, dove si sono tenuti gli ultimi interventi pubblici e momenti di riflessione collettiva.
Il numero dei partecipanti, inizialmente attorno alle 500 persone, è aumentato durante la mattinata, con nuovi manifestanti che si sono uniti lungo il tragitto. Le vie del centro sono state attraversate da un lungo serpentone di cittadini, studenti, docenti, lavoratori e attivisti, tutti riuniti sotto bandiere (Usb, Cgil, Cobas e della Palestina), striscioni e slogan che chiedevano la fine delle violenze in Medio Oriente. Presenti in mezzo alla folla anche alcuni sindaci con la fascia al collo.
Durante il corteo, sono stati numerosi gli interventi al microfono per denunciare l’escalation di conflitti e ribadire la necessità di una presa di posizione chiara e decisa a livello internazionale. Il messaggio portato per le strade di Terni è stato forte: solidarietà al popolo palestinese e richiesta di pace immediata. In uno di questi è stata letta la poesia di Primo Levi “Se questo è un uomo”, paragonando poi lo sterminio degli Ebrei durante la seconda guerra mondiale ai fatti in corso a Gaza: “Noi non siamo contro gli ebrei, non siamo antisemiti, siamo contro Israele”, è stata una delle frasi lette sul palco.
“Fermiamo le bombe, difendiamo i diritti umani” è stato uno dei leitmotiv della manifestazione. Campeggiava però in Largo don Minzoni uno striscione in cui si definiva lo stato di Israele “terrorista e apartheid”.
Franco Coppoli, del comitato ternano per la Palestina e dei Cobas spiega: “Israele è da 80 anni uno stato coloniale, il 7 ottobre è stata una azione di resistenza e guerriglia per prendere gli ostaggi. Hamas terrorista? Lo dicono gli Stati Uniti che vogliono spianare Gaza, fare questa domanda è coloniale. Hamas non è il problema, il problema è Israele che occupa terre del territorio palestinese dal 1948, anno in cui è stato fondato. Il popolo palestinese ha organizzato la resistenza in questo modo: Hamas ha agito violentemente, ma Israele è più violenta”













Devo pagare il.mutuo, degli arabi me ne sbatto
In piazza contro la guerra non a favore di Hamas. Chi ha scritto questo titolo non ha capito bene come funzionano le cose. Un plauso a chi ha manifestato per questo: Contro la guerra e l’uccisione dei bambini, il genocidio, non ha favore di nessuno. Soprattutto di Hamas e il suo esercito di tagliagole.
Ma questi hanno minimamente idea chi sono quelli di Hamas? Ora i sinistri difendono la peggiore e più estrema feccia terroristica anti tutto?
Israeli terroristi 😂 😂 😂 😂 😂 😂 😂 😂 😂💔💔.
Non ci credo proprio. Israele siano il filgli di Gesù è nessuno si tochhi mai ❤️❤️❤️