Giornata per le vittime dell’immigrazione: “Terni città di pace, usate canali sicuri” (VIDEO)

Alla Cittadella delle associazioni commemorazione delle vittime di Lampedusa, con testimonianze di chi ce l'ha fatta. Presenti le diverse comunità religiose e nazionali sul territorio e anche il Comune di Terni

Alla Cittadella delle assocazioni è andata in scena la giornata di testimonianza per la memoria delle vittime dell’immigrazione e in particolare della tragedia del 2 Ottobre 2013, quand al largo delle coste di Lampedusa persero la vita 368 migranti, 155 i superstiti di cui 41 minori. Cadaveri senza nome e senza una bara, senza nessuno che li pianga.

Si tratta di  un percorso condiviso per dar vita a un comitato permanente per sensibilizzare l’opinione pubblica su integrazione e accoglienza anche attraverso il dialogo con istituzioni, scuola e cittadinanza, la cui idea è quella di concepire l’essere umano al centro: “Terni è l’unica città che ha una piazza intitolata alla pace – è stato detto nel corso della giornata – e questo vuol dire molto: ha un significato forte sul tema dell’accoglienza e dell’integrazione. Bisogna sempre ricordare quanto questa piazza si colori di bambini di tutte le fedi e di tutte le nazionalità. A chi viene in Italia in cerca di una vita migliore diciamo: non rischiate imbarcandovi per mare, cercate altri canali sicuri: non vogliamo più vittime”.

Sul palco si sono alternate le testimonianze di rappresentanti delle varie associazioni ma anche delle istituzioni: presenti oltre a Polizia e Carabinieri anche il presidente dell’Ater (proprietaria dello stabile dove ha sede la Cittadella) Federico Santi, la presidente del consiglio comunale Sara Francescangeli, Francesca Arca di Avs, Pierluigi Spinelli del Pd,  Tommaso Sabatini dell’Arci e il Cesvol, col presidente Lorenzo Gianfelice oltre alle varie associazioni che ne fanno parte; il vescovo di Terni-Narni-Amelia monsignor Francesco Antonio Soddu, l’imam di Terni Mimoun El Hachmi, Duccio Penna della comunita Baha’i e l’Associazione Cara a Cara con Cristo, afferente alla comunità protestante.

Dopo le preghiere di apertura si sono susseguiti gli interventi dei portavoce del gruppo promotore e le testimonianze di cittadini stranieri che hanno raggiunto le coste italiane sfidando il mare

Nell’intervista, Lorenzo Gianfelice, vicepresidente del Cesvol regionale

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