Lunedì prossimo il consiglio comunale di Otricoli sarà chiamato a discutere una mozione presentata dalla consigliera di minoranza Maura Manili (Movimento 5 Stelle), relativa al riconoscimento dello Stato di Palestina. L’iniziativa, seppur maturata mesi fa, viene ora portata ufficialmente in aula dopo un confronto con gli altri due consiglieri di opposizione.
La mozione, che si inserisce nel solco di analoghi provvedimenti già approvati in altri comuni umbri, chiede al Comune di Otricoli di schierarsi in favore della soluzione dei “due Stati” e di “non avviare progetti, collaborazioni o relazioni istituzionali con il governo israeliano in carica e con tutti i soggetti a esso direttamente riconducibili e a sospendere quelli in corso”.
“Non è una questione che non ci riguarda”
Nel testo depositato si fa riferimento all’assenza di passi concreti da parte del governo italiano sul riconoscimento della Palestina, sottolineando come anche l’Unione Europea resti divisa, con Paesi come Italia e Germania ancora non schierati ufficialmente.
Manili, che ha deciso di presentare l’iniziativa, ha spiegato che, pur essendo un piccolo comune, Otricoli ha il dovere di esprimersi su un tema che tocca diritti umani e diritto internazionale: “Dire che non ci riguarda è sbagliato. I comuni formano le province, che formano le regioni e poi lo Stato. Un singolo gesto può contribuire a creare consenso”.
In Umbria, molte mozioni simili sono state approvate, specialmente dove il M5S è forza di maggioranza. A Terni, invece, una proposta analoga avanzata dal consigliere dei 5 Stelle Claudio Fiorelli non ha ottenuto l’approvazione del consiglio.
Sospensione dei rapporti con Israele e richiesta di embargo
Il testo, come detto, chiede di non avviare progetti o collaborazioni istituzionali con l’attuale governo israeliano e di sospendere quelli eventualmente in corso, in riferimento, seppur non esplicitamente citato, al legame tra Otricoli e la città di Metulla, nel nord di Israele, che non ha ancora assunto la forma di un gemellaggio ufficiale ma è ritenuto un rapporto da valutare. Nel 2021 c’è stato infatti un pre-accordo di amicizia tra i due paesi.
Nel documento si richiede inoltre di:
-
interrompere o sospendere le relazioni istituzionali con soggetti riconducibili al governo israeliano;
-
non acquistare beni da aziende israeliane, misura da sottoporre anche all’attenzione dell’Ance, che riunisce una decina di imprese del settore.
Secondo Manili, si tratta di segnali importanti per dire che l’Italia non può restare indifferente di fronte a un conflitto che sta generando migliaia di vittime civili: “Magari basterebbe cambiasse il governo israeliano”.
Non si tratta di chiudere il dialogo, ma di dare un segnale
La consigliera precisa che la mozione non intende interrompere il dialogo, né con i cittadini israeliani né con altre realtà che non si identificano con l’attuale governo. “Non bisogna confondere le responsabilità politiche con l’intera popolazione”, spiega Manili, che richiama anche la propria sensibilità cristiana: “Non si può combattere l’odio con altro odio”.
L’eventuale rapporto di amicizia tra Otricoli e Metulla, secondo la consigliera, potrebbe persino rafforzare la capacità del Comune di farsi ascoltare, se orientato in modo critico e costruttivo: “Magari, proprio in virtù di questa relazione, potremmo avere più voce in capitolo”.
Una questione ancora aperta anche a livello europeo
La mozione arriva in un contesto in cui, nonostante l’avanzare delle crisi umanitarie, né il governo italiano né altri grandi Stati europei hanno formalizzato il riconoscimento della Palestina. Per la consigliera M5S, è proprio in questa fase che i piccoli enti locali devono esprimersi, per contribuire a formare una pressione dal basso verso un cambiamento.
Il Consiglio comunale di Otricoli sarà chiamato a esprimersi in aula lunedì dalle 18. In caso di approvazione, il Comune andrebbe ad aggiungersi ai numerosi enti locali umbri che hanno già preso posizione sul conflitto israelo-palestinese, promuovendo la causa palestinese come istanza di giustizia, diritti umani e pace duratura. Prima tra tutte proprio la Regione Umbria.