Batini: “Il nuovo ospedale di Terni? Ancora la strada è molto lunga”

Stoccata alle oposizioni: "Con l'assenza condannano Terni a un lungo limbo burocratico"

L’ospedale di Terni? Sta ancora alle calende greche e questa è l’unica, deprimente certezza emersa dal consiglio comunale aperto in presenza della presidente regionale Stefania Proietti“. Sono le parole di Claudio Batini, consigliere comunale di Alternativa popolare. Una situazione che, a suo dire, non ha fatto che confermare una situazione figlia di trent’anni di immobilismo e ritardi, per un sistema che è paralizzato. “Quando tre decenni fa mi ritrovai a maneggiare progetti di opere pubbliche – dice – l’abissale differenza rispetto al privato fu uno schiaffo in faccia. Il privato arriva con un’esigenza e un sogno, e parte subito un progetto di fattibilità legato a un budget concreto. La pubblica amministrazione, invece, confina le necessità nel libro dei sogni per anni, tra schede e richieste, fino a quando il bisogno diventa un’emergenza non più rinviabile. Solo a quel punto, con la maturità dei tempi e l’urgenza ormai al collasso, il Ministero o qualche benefattore di Stato mette a disposizione una somma“. a una somma che lui definisce “misera, sproporzionata, molto ma molto inferiore al costo reale di realizzazione“. Poi arrivano i fondi europei, “che sono semplicemente le nostre tasse che fanno un giro assurdo a Bruxelles e ritorno, decurtate delle lautissime commissioni per il viaggio“.

MINORANZE COMPLICI. Secondo Batini, solo con il finanziamento certo si può avviare l’iter progettuale. La giornata dl 13 ottobre ha evidenziato solo che la politica, in realtà, non ha alcun piano. “Se tutto va bene – dice – l’ospedale di Terni non vedrà la luce prima di 30 anni“. Poi aggiunge: “L’immobilismo pluridecennale ha avuto oggi il suo contorno, che a questo punto definisco anche il consenso implicito: tutta la minoranza di sinistra e destra del Comune di Terni ha preferito disertare l’incontro con i cittadini e la Presidente Proietti. Il loro nobile motivo? Non condividono i modi di esprimersi del sindaco Stefano Bandecchi. Mentre si litiga sulla forma, la salute dei cittadini sprofonda“. Un’assenza, quella delle minoranze, che Batini definisce “un plateale atto di disinteresse verso la città. Hanno scelto di abdicare al loro ruolo, condannando di fatto Terni a rimanere nel limbo burocratico per i prossimi trent’anni. Per questo mi sento di ringraziare l’unica voce di opposizione all’amministrazione Bandecchi, presente oggi: quella della Presidente regionale Stefania Proietti, accompagnata dall’assessore Francesco De Rebotti e dal consigliere Francesco Filipponi, a cui va tutta la mia stima e riconoscimento per il segno di rispetto nei cittadini di questa provincia“.

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5 mesi fa

Per Prossimi 30 anni Forse se Decidono 🤣🤣🤣🤣🤣

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