Legambiente boccia ancora Terni: fra le peggiori d’Italia per inquinamento

Il nuovo rapporto di Legambiente e Il Sole 24 Ore registra un arretramento di 15 posizioni per la città: migliora la gestione dei rifiuti, ma crescono le criticità ambientali

Ambiente Co2

Il “Rapporto Ecosistema Urbano 2025”, pubblicato da Legambiente in collaborazione con Il Sole 24 Ore, fotografa lo stato ambientale dei 106 capoluoghi italiani attraverso 19 indicatori che misurano la qualità dell’aria, dell’acqua, la gestione dei rifiuti, la mobilità, l’ambiente urbano e l’energia.

Quest’anno Terni scende dal 45° al 60° posto, perdendo 15 posizioni rispetto al 2024. Un dato che – secondo gli ambientalisti – «deve far riflettere sulla direzione che la città sta prendendo in tema di sostenibilità e salute pubblica».

La qualità dell’aria resta uno dei punti più critici per Terni. La città figura tra le peggiori in Italia per concentrazioni medie di Pm 2.5 e soprattutto Pm10, con quest’ultimo parametro che la colloca all’82° posto. I valori confermano una situazione già nota, che continua a rappresentare un problema strutturale di salute pubblica e vivibilità.

Per quanto riguarda l’acqua, se da un lato si registrano bassi consumi pro capite, dall’altro emerge una dispersione idrica elevata, sintomo di una rete acquedottistica ancora inefficiente e bisognosa di interventi strutturali.

In controtendenza rispetto ad altri indicatori, Terni ottiene buoni risultati nella gestione dei rifiuti. La città è 14ª tra i capoluoghi con meno rifiuti prodotti pro capite, e la raccolta differenziata raggiunge il 77%, un valore superiore alla media nazionale.

Un segnale positivo che dimostra come, su questo fronte, le politiche ambientali e la sensibilità dei cittadini stiano producendo risultati tangibili.

Terni conta 70 automobili ogni 100 abitanti: un dato che conferma la forte dipendenza dall’auto privata. L’uso del trasporto pubblico resta nella media nazionale, ma senza segnali di miglioramento.

Anche l’indicatore relativo al consumo di suolo mostra una tendenza negativa, con una progressiva riduzione degli spazi verdi e una crescita delle aree urbanizzate.

In una nota ufficiale, Alleanza Verdi Sinistra Terni commenta: «Al di là della classifica in sé, colpisce il peggioramento registrato nel monitoraggio di 13 parametri sui 19 totali… un peggioramento che induce ad accendere un campanello d’allarme su quale sia il futuro della città in ambito ambientale».

AVS denuncia inoltre «l’assenza di un piano di regolamentazione del verde e di un bilancio sociale ambientale» e invita l’amministrazione a un cambio di rotta per avviare «una vera transizione ecologica urbana».

Tra le priorità indicate: forestazione urbana, mobilità sostenibile, riqualificazione energetica degli edifici pubblici, gestione dei rifiuti orientata al riciclo e decarbonizzazione. Obiettivi che – conclude la nota – «possono trasformare le criticità ambientali di Terni in opportunità di sviluppo sostenibile».

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