Un accordo in aula che suona come una beffa per la famiglia di Ilaria Sula, la giovane di Terni brutalmente uccisa lo scorso 26 marzo. La madre dell’assassino reo confesso, Mark Samson, ha infatti patteggiato una pena a due anni di reclusione per l’accusa di occultamento di cadavere.
Una decisione che ha suscitato immediate e vibranti proteste da parte dei congiunti della vittima.Processo lampo, dolore infinito
“Per noi non è giustizia”, è il lapidario e drammatico commento di Flamur Sula, il padre di Ilaria, espresso a caldo all’ANSA. L’uomo ha manifestato profondo sconcerto e amarezza per la rapidità della procedura giudiziaria che ha portato al patteggiamento di due anni per Nors Manlapaz, madre di Mark Samson.”Siamo rimasti malissimo dopo cosa abbiamo visto e sentito,” ha dichiarato il signor Sula, descrivendo un processo durato appena cinque minuti come un momento di estrema frustrazione e rinnovato dolore.
L’accusa: “Ha pulito litri di sangue”
Il fulcro del turbamento della famiglia risiede nella gravità delle azioni imputate alla donna, rese pubbliche durante il processo. Flamur Sula ha rimarcato con forza l’efferatezza del gesto di cui si è resa responsabile: “Una persona che ha pulito litri di sangue di mia figlia, buttati nel water,” ha ricordato il padre con voce rotta.
Il patteggiamento, che per legge attesta la concordanza tra accusa e difesa sulla pena ma non nega la colpevolezza per i fatti contestati, viene percepito dai familiari di Ilaria come una insufficiente riparazione di fronte a un atto così macabro e violento.
“Per noi non è questa la giustizia,” ha concluso l’uomo, lasciando trasparire tutta la rabbia e il senso di impotenza di una famiglia di fronte alla legge.