Omicidio Sula, la madre di Samson patteggia due anni per concorso in occultamento di cadavare

La madre di Mark Samson patteggia la pena per aver aiutato il figlio a nascondere il corpo di Ilaria Sula, ma i genitori della vittima esprimono difficoltà nell’accettare la decisione

Due anni di reclusione, pena sospesa. Questa è la pena concordata nel patteggiamento per Nors Manlapaz, madre di Mark Samson, accusata di concorso in occultamento di cadavere per il suo coinvolgimento nell’occultamento del corpo di Ilaria Sula. Il patteggiamento è stato avallato venerdì mattina dal gip di Roma, Paola Petti.Ne riferisce UmbriaOn.

L’udienza si è svolta alla presenza del difensore di Manlapaz, l’avvocato Paolo Foti, che aveva concordato la pena con il pm Maria Perna. I genitori di Ilaria, Flamur e Gezime, presenti in aula con il loro legale Giuseppe Sforza, hanno espresso forti risentimenti per il fatto che la vicenda sia stata chiusa in pochi minuti, con il patteggiamento della donna. L’avvocato Sforza ha dichiarato: “Loro non si capacitano, e li capisco, come sia possibile chiudere una vicenda così grave in cinque minuti”.

Nors Manlapaz era accusata di aver aiutato attivamente il figlio a ripulire la stanza in cui si era consumato l’omicidio di Ilaria, avvenuto nell’abitazione della famiglia Samson in via Homs 8, a Roma. Successivamente, la donna ha aiutato il figlio a nascondere il corpo della giovane studentessa ternana, che è stato ritrovato giorni dopo in una zona collinare alle porte di Roma. Durante l’udienza, i familiari di Ilaria si sono costituiti parte civile, ottenendo la liquidazione delle spese legali. L’entità del risarcimento sarà determinata successivamente in sede civile.

Il processo che coinvolge Mark Samson, accusato di omicidio volontario aggravato per l’uccisione di Ilaria, proseguirà con una nuova udienza il 9 dicembre. In quella sede, la Corte d’assise di Roma deciderà sulle richieste di costituzione di parte civile e si procederà con l’escussione dei primi testimoni, tra cui gli operatori di polizia giudiziaria che avevano seguito le indagini.

Redazione

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