San Gemini, “Scaricabarile, ritardi e procedure amministrative confuse”: chieste le dimissioni del sindaco

Dopo il consiglio comunale di lunedì, i consiglieri di opposizione denunciano criticità su parcheggi, TariC, IMU e procedure amministrative ritenute poco chiare

Una richiesta formale di dimissioni del sindaco Luciano Clementella e un atto di accusa complessivo sulla gestione amministrativa del Comune di San Gemini. È quanto emerge dalla presa di posizione dei consiglieri di minoranza Stefano Gregori, Diego Diomedi, Fabio Laurucci e Angelo Camilli che intervengono dopo il consiglio comunale di lunedì per segnalare una serie di criticità legate a procedure amministrative, gestione dei tributi e incarichi legali, ritenute fonte di confusione e disservizi per i cittadini. Un richiesta, quella delle dimissioni che i quattro consiglieri avevano presentato già altre volte, dopo la vicenda relativa all’Imu non riscossa. 

Secondo i consiglieri, l’attuale amministrazione si muoverebbe “in un labirinto di procedure non chiare, ritardi ingiustificabili e scaricabarile tra uffici”, una situazione che, a loro avviso, richiederebbe risposte puntuali non solo ai cittadini ma anche agli organi di controllo. Al centro delle contestazioni c’è innanzitutto il caso del parcheggio realizzato nell’area ex Vigna Srl, oggi Farinelli, sul quale la minoranza solleva interrogativi di natura amministrativa e procedurale.

In aula, riferiscono i consiglieri, il sindaco avrebbe dichiarato che i lavori sono stati eseguiti “velocemente grazie al privato”. Tuttavia, secondo la documentazione richiamata dall’opposizione, il contratto di comodato prevederebbe l’obbligo per il Comune di eseguire i lavori e restituire l’area integra, come stabilito dall’articolo 1803 del codice civile. A questo si aggiunge un ulteriore elemento ritenuto critico: nella CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata) presentata, il sindaco Luciano Clementella risulterebbe firmatario come “proprietario”, un titolo che, secondo la minoranza, non gli sarebbe spettato, dichiarando inoltre che i lavori sarebbero stati di importo inferiore ai 50mila euro.

Le richieste al Comune

Da qui una serie di domande poste pubblicamente dai consiglieri: perché un Comune presenta una CILA a firma del sindaco invece di una determina dirigenziale con affidamento dei lavori? Chi ha sostenuto i costi dell’intervento? E, nel caso in cui fosse stato il privato a pagare, per quale motivo sarebbero stati firmati atti che prevedevano oneri a carico dell’ente comunale? Questioni che, secondo la minoranza, evidenzierebbero una carenza di trasparenza amministrativa.

Altro capitolo riguarda la gestione dei rifiuti e della TariC. I consiglieri denunciano che un’interrogazione consiliare avrebbe ricevuto risposta solo dopo 153 giorni, con documentazione giudicata “parziale e quasi illeggibile”. Sul fronte della tariffa corrispettiva, l’opposizione parla di un’inerzia che si protrerebbe da anni, con bollette che presenterebbero inesattezze per tre annualità consecutive, lasciando i cittadini senza adeguate tutele.

Nel mirino anche alcune scelte legate agli incarichi legali. Con le delibere n. 164 e n. 175, l’amministrazione avrebbe stanziato risorse pubbliche per un parere legale sul cosiddetto “caso IMU”. La minoranza sottolinea come il sindaco si sia astenuto nella nomina del legale, ma non nel momento dello stanziamento dei fondi, circostanza che, a loro avviso, potrebbe configurare un potenziale conflitto di interesse.

Scarico di responsabilità

I consiglieri parlano inoltre di una gestione caratterizzata da scarico di responsabilità sugli uffici, citando dichiarazioni del primo cittadino in cui avrebbe ammesso di “disinteressarsi” di alcuni temi, contribuendo – secondo l’opposizione – a innescare tensioni interne tra settori comunali che si rimpallerebbero le colpe.

Il quadro complessivo descritto è quello di una gestione amministrativa allo sbando, motivo per cui la minoranza rivolge un appello diretto anche ai referenti locali e provinciali di Fratelli d’Italia e Forza Italia, chiedendo come possano continuare a sostenere l’attuale amministrazione. Tra le domande poste: “Come potete sostenere un’amministrazione che firma CILA dichiarando proprietà inesistenti?” e “Come pensate di governare altri tre anni e mezzo in questo stato di confusione procedurale?”.

Infine, i consiglieri di minoranza chiedono che il sindaco Clementella rassegni le dimissioni e che si torni al voto, ritenendo necessario ristabilire quello che definiscono “un ordine logico” nella gestione del Comune di San Gemini.

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