Si rinnova la sinergia fra Ipsia e carcere con “Quasi un musical”: i detenuti diventano attori

Nel teatro della Casa Circondariale lo spettacolo nato dal laboratorio dell’Ipsia Pertini con l’area educativa: detenuti autori e interpreti insieme alla regista Michela Carobelli. Ospite l’attrice Cecilia Di Giuli.

Questo spettacolo nasce dall’ambiente in cui viviamo e dalle nostre condizioni: mancanza di libertà, emarginazione, isolamento. Il teatro, come la musica, è libertà. Ed è di tutti». È l’incipit che apre la messa in scena di “Quasi un musical”, la pièce portata sul palco del teatro del carcere di Terni lo scorso 22 dicembre come esito conclusivo di un laboratorio di scrittura scenica e recitazione iniziato in estate.

L’attività rientra nel percorso trattamentale avviato grazie a un progetto dell’istituto Ipsia Pertini, realizzato in collaborazione con l’area educativa della struttura penitenziaria. La commedia musicale è stata scritta dalla docente e regista Michela Carobelli, insieme agli stessi detenuti, che nello spettacolo non sono soltanto interpreti ma anche scenografi e tecnici del suono, contribuendo in modo diretto alla costruzione del lavoro artistico. Si tratta del secondo progetto in carcere dopo “Vie di fuga”, messo in scena nel 2024 nel quale gli attori erano i detenuti, i docenti dell’Ipsia Pertini che tengono le lezioni a Sabbione, gli agenti della penitenziaria e gli operatori del carcere.

Ospite dello spettacolo l’attrice ternana Cecilia Di Giuli, il cui supporto è stato descritto come determinante nel percorso di preparazione: la sua consulenza ha aiutato i detenuti a comprendere come calarsi nei ruoli, come lavorare sul corpo e affrontare l’ansia del palcoscenico. L’intero progetto creativo ha rappresentato, per i partecipanti, un’occasione per ascoltarsi e confrontarsi nel gruppo di lavoro, mettersi in discussione e sperimentare capacità musicali e sensibilità personali.

La trama dello spettacolo

La trama di “Quasi un musical” è ambientata in un quartiere popolare di Napoli, tra una barberia e un bar, luoghi in cui la quotidianità viene improvvisamente interrotta dall’arrivo di alcuni ballerini di tango. Sul palco hanno danzato il maestro Ermanno Felli e i suoi allievi Francesca Passini e Corrado Monaco, inserendo nel racconto scenico l’elemento coreografico come parte integrante della narrazione.

Attraverso dialoghi leggeri e scanzonati tra uomini, lo spettacolo evolve progressivamente verso tonalità più profonde: i personaggi riflettono sulla vita, sulle scelte individuali e su quanto alcune responsabilità possano essere condizionate dall’ambiente socioculturale di provenienza. Il tango, in questa prospettiva, non è solo danza, ma simbolo di una libertà inizialmente negata e poi conquistata, proprio come accaduto alla storia stessa di questo genere.

Ermanno Felli ha ricordato le radici del tango nella grande migrazione tra Otto e Novecento: «La grande emigrazione italiana di fine ‘800 inizio ‘900 in Argentina ha arricchito di talenti una cultura locale, quella di Buenos Aires, già fortemente impressa dalla cultura africana». In questo intreccio, nato nei sobborghi e nei quartieri poveri, «tra i dimenticati della terra», prende forma il tango prima come musica e poi come ballo, diventando un’espressione creativa legata al bisogno di riscatto sociale.

Nella scena conclusiva, con lo sfondo evocativo di piazza del Plebiscito, la regista Michela Carobelli affida allo spettacolo un messaggio simbolico: «Il tango argentino ricorda che a volte anche solo un abbraccio può salvarci dall’abisso». Un’immagine che chiude la rappresentazione, collegando il percorso scenico al significato più ampio del lavoro svolto: trasformare un luogo di restrizione in uno spazio di relazione, espressione e possibilità.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

Eddie Brock, reduce dal Festival di Sanremo, ha fatto tappa a Terni nel pomeriggio di...
Presto il progetto: "Faremo i lavori d'urgenza, Regione e Governo ci rimborseranno"...

Un altro ufficio postale che chiude per ristrutturazioni in provincia di Terni. Ora è la...

Altre notizie