ll Gruppo territoriale Movimento 5 Stelle di Terni attacca frontalmente l’amministrazione Bandecchi sull’affidamento dei servizi cimiteriali a Terni Reti, rispondendo alle dichiarazioni dell’assessore Sergio Cardinali. La polemica investe costi, organizzazione e gestione del personale, con il consigliere Claudio Batini che replica difendendo la scelta dell’internalizzazione.
La controversia nasce dal passaggio della gestione dei cimiteri ternani alla partecipata comunale, avvenuto il 2 gennaio dopo l’annuncio dell’assessore Cardinali del 24 dicembre. Secondo i pentastellati, la promessa di un servizio più efficiente e economico si è scontrata con la realtà: mancanza di personale per le tumulazioni e necessità di ricorrere nuovamente a ditte esterne già dal giorno dell’avvio.
I numeri contestati dal M5S
Il Movimento 5 Stelle contesta duramente i costi della nuova gestione. L’affidamento a Terni Reti comporterebbe una spesa annua di circa 466.000 euro, contro i 300.000 euro stimati per la gestione precedente. Un incremento di oltre 100.000 euro all’anno, sostengono i pentastellati, a cui andrebbero aggiunti eventuali costi per gli affidamenti esterni d’emergenza.
“I cittadini ternani pagano tre volte per lo stesso servizio”, denuncia il gruppo territoriale M5S, elencando: il canone alla partecipata, le ditte private chiamate in emergenza e gli stipendi dei dipendenti comunali ancora impiegati negli uffici.
La questione occupazionale
Il secondo fronte della polemica riguarda la continuità occupazionale. Per circa vent’anni i servizi cimiteriali del Comune di Terni sono stati gestiti da cooperative sociali, con il personale sempre riassorbito nei passaggi tra diversi soggetti societari. Con l’affidamento alla società pubblica, questo meccanismo si interrompe.
I lavoratori delle cooperative, “personale qualificato con le necessarie autorizzazioni”, rischiano di perdere il posto perché Terni Reti non può assumerli a tempo indeterminato. “Non è rafforzare il servizio pubblico: è precarizzare il lavoro”, affermano dal M5S.
Il parallelo con Cantiere Comune
Il Movimento 5 Stelle traccia un parallelo con il progetto Cantiere Comune, definendolo un “copione già visto”. Anche in quel caso, secondo i pentastellati, ai grandi annunci sull’internalizzazione sono seguiti lavori e manutenzioni ancora affidati a imprese private, con il Comune che sostiene sia i costi della struttura interna sia quelli degli appalti esterni.
Viene citato anche il caso della ditta Piconi: il Comune acquista mezzi per lavorare in proprio e poi affida lavori alle stesse aziende che hanno fornito quei mezzi. “Un paradosso che racconta una gestione fatta per annunci e non per programmazione”, sostengono dal gruppo territoriale.
La replica di Batini
Il consigliere Claudio Batini respinge le accuse e difende la scelta dell’amministrazione Bandecchi. “Affidare i servizi cimiteriali alla partecipata al 100% del Comune significa una cosa sola: fine degli affari per i soliti noti e fine degli sprechi”, dichiara.
Batini rivendica il vantaggio della gestione pubblica: “Eliminare il profitto dei privati significa che ogni euro risparmiato resta nelle casse del Comune per essere reinvestito direttamente nel decoro, nella pulizia e nella manutenzione dei cimiteri”.
Il consigliere attacca poi le opposizioni: “La sinistra ha alimentato questa mangiatoia per 30 anni. Il M5S oggi si riscopre suo alleato pur di difendere il vecchio sistema”. Non risparmia critiche nemmeno alla destra, che “ha governato cinque anni senza cambiare nulla, rimanendo oggi in un silenzio che parla da solo”.
Batini conclude rivendicando la scelta della gestione pubblica come “l’unica che garantisce trasparenza e benefici reali ai ternani”.La polemica sull’affidamento dei servizi cimiteriali a Terni Reti accende il confronto politico tra chi denuncia aumenti di costi e precarizzazione e chi difende l’internalizzazione come strumento contro gli sprechi. Recentemente si erano infatti espressi con molti dubbi anche i sindacati.