Carcere di Orvieto, scontro direzione-Sappe: “Basta col lavorare in emergenza”

Tensione alla Casa di Reclusione dopo gli eventi critici del 30 dicembre: botta e risposta su riconoscimenti al personale e visite fiscali

Il carcere di Orvieto è al centro di un duro confronto istituzionale tra la Direzione e il sindacato Sappe. La controversia è esplosa dopo gli eventi critici del 30 dicembre 2025, quando il personale di polizia penitenziaria ha gestito due emergenze concomitanti con danni stimati in 50.000 euro all’infermeria. La direttrice Assunta Passannante ha replicato al comunicato del SAPPe, mentre il segretario regionale Umbria Fabrizio Bonino ha risposto con una nota di profondo disappunto, chiedendo riconoscimenti immediati per gli agenti e un piano organizzativo strutturale.

La replica della direttrice Passannante

La dottoressa Passannante ha dichiarato di aver appreso “con grande stupore” il comunicato stampa del sindacato. La direttrice ha precisato di essere stata in ferie durante gli eventi del 30 dicembre, rientrando in servizio il 5 gennaio 2025. Il carteggio relativo agli eventi le è stato sottoposto alla firma il 7 gennaio, senza che il Comandante di Reparto avesse formulato proposte di riconoscimento per il personale coinvolto.

Nella sua nota, la direttrice ha sottolineato l’intenzione di provvedere comunque a un riconoscimento formale dell’opera svolta dagli agenti. Ha inoltre evidenziato come la situazione critica dell’istituto sia aggravata dalle malattie di lungo corso di diverse unità di personale e dalle assenze temporanee che mettono in difficoltà la struttura.

La dura risposta del Sappe

Il segretario generale del Sappe per l’Umbria, Fabrizio Bonino, ha espresso “profondo disappunto” per la replica della Direzione. Secondo il sindacato, prima di ogni altra considerazione sarebbe stato necessario un segnale pubblico di riconoscimento verso il personale che ha fronteggiato le emergenze.

La Segreteria ha ricordato che gli agenti hanno affrontato “ore di mediazione, contenimento e gestione dell’emergenza”, con richiamo di unità libere dal servizio, prolungamento dei turni e ricorso allo straordinario fino alle prime ore del giorno successivo. I danneggiamenti in infermeria sono stati quantificati in non meno di 50.000 euro.

La questione delle visite medico-fiscali

Un punto di particolare tensione riguarda le visite medico-fiscali. Il Sappe contesta l’impostazione della Direzione, che riconduce tali controlli a un obbligo di tutela nei confronti del personale in servizio. Secondo il sindacato, in una fase caratterizzata da picchi stagionali di sindromi influenzali, questo approccio rischia di apparire come un “automatismo punitivo” o un segnale intimidatorio verso i lavoratori.

La nota del SAPPe sottolinea che “l’equilibrio tra doveri di verifica e clima interno va gestito con particolare attenzione”, evitando che le misure di controllo prevalgano sull’analisi delle cause strutturali che mettono in difficoltà l’istituto.

Le richieste del sindacato

Il SAPPe ha ribadito che quando un istituto si trova in condizioni critiche, “non basta indicare le assenze come concausa”. Secondo il sindacato, serve innanzitutto un piano organizzativo credibile che garantisca la copertura dei turni, riduca lo stress operativo e prevenga nuovi eventi critici.

La discussione, secondo Bonino, deve concentrarsi su “organici, carichi di servizio, presenza della catena di comando, dotazioni e procedure”. Il sindacato ha evidenziato come la stessa Direzione riconosca la necessità di una “presenza costante del Comandante di Reparto”, confermando che l’istituto attraversa una fase delicata.

Tutela della salute e continuità dirigenziale

Il Sappe ha sottolineato l’importanza di rispettare le procedure medico-sanitarie competenti per le assenze di lungo corso e le situazioni sanitarie complesse, “con l’attenzione dovuta a chi ha patologie certificate”. Il sindacato ha annunciato che continuerà a vigilare “perché la tutela della salute non diventi terreno di frizione organizzativa”.

Sulla continuità dell’azione dirigenziale, il Sappeha evidenziato come la presenza, il coordinamento e la vicinanza al personale assumano “un rilievo centrale ai fini della prevenzione e della gestione delle emergenze”.

Il clima tra Direzione e sindacato

Nella sua replica, il Sappe ha respinto ogni accusa di lesione dell’immagine professionale, dichiarando di non avere “interesse a colpire qualcuno” ma il “dovere di difendere il personale”. Il sindacato ha invitato la Direzione di Orvieto a “tradurre le intenzioni in atti concreti”, elogiando formalmente i poliziotti e impegnandosi a rimuovere le cause che mettono a repentaglio salute e sicurezza.

La conclusione del comunicato del Sappe è netta: “La Polizia Penitenziaria ha già fatto la sua parte. Ora spetta anche all’Autorità Dirigente dimostrare di essere all’altezza del sacrificio richiesto”. Il sindacato ha chiesto che dopo eventi come quelli del 30 dicembre “si parli prima di sicurezza e poi di tutto il resto”, evitando di trasformare una questione sindacale e organizzativa in un contenzioso di immagine.

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