Il 30 dicembre 2025 la Casa di Reclusione di Orvieto è stata teatro di due gravi eventi critici verificatisi in contemporanea, che hanno messo a dura prova l’intero dispositivo di sicurezza dell’istituto penitenziario umbro. La Polizia Penitenziaria, già duramente provata dalla cronica carenza di personale, ha dovuto gestire simultaneamente una violenta protesta con aggressioni agli agenti e la devastazione dell’infermeria da parte di un detenuto. A denunciare la situazione è la Segreteria Regionale del SAPPE, che ha lanciato l’allarme sulle condizioni insostenibili in cui opera il personale penitenziario.
Violenta protesta con aggressioni al personale
Nel pomeriggio del 30 dicembre un detenuto italiano ha scatenato una violenta protesta all’interno della struttura. L’uomo ha aggredito il personale di Polizia Penitenziaria, si è rifiutato ripetutamente di rientrare nella propria sezione e ha dato vita a scene di grave disordine con grida, minacce e comportamenti pericolosi. La situazione è rapidamente degenerata quando numerosi altri detenuti sono accorsi richiamati dal clamore, complicando ulteriormente le operazioni di contenimento. L’episodio ha richiesto ore di attività di mediazione e gestione dell’emergenza da parte degli agenti presenti.
Devastazione in infermeria: 50mila euro di danni
Mentre era ancora in corso la gestione della prima emergenza, un secondo evento critico si è sviluppato nell’infermeria dell’istituto. Un detenuto marocchino, alla presenza del medico e dell’infermiera, ha iniziato a devastare sistematicamente i locali sanitari, distruggendo apparecchiature mediche e strumentazioni. L’uomo ha poi ricavato un’arma improvvisata dalla gamba di un tavolo di legno e ha brandito il bastone minacciando chiunque tentasse di avvicinarsi. Il danno economico stimato, calcolato in difetto secondo quanto riferito dal sindacato, ammonta a non meno di 50.000 euro. L’intervento massiccio e urgente della Polizia Penitenziaria è stato necessario per garantire l’incolumità del personale sanitario e bloccare ulteriori devastazioni.
Personale al limite: richiamati agenti liberi dal servizio
La concomitanza dei due episodi ha impegnato al massimo delle possibilità l’intero organico in servizio. Il Comandante e il Vice Comandante hanno dovuto coordinare operazioni di emergenza continue, disponendo il richiamo urgente di agenti che erano liberi dal servizio. Il personale ha accumulato numerose ore di lavoro straordinario che si sono protratte fino a notte inoltrata e alle prime ore del giorno successivo. Solo grazie alla professionalità e allo spirito di sacrificio degli uomini e delle donne della Polizia Penitenziaria è stato possibile ristabilire l’ordine, evitare conseguenze più gravi e garantire l’assistenza sanitaria necessaria nel rispetto delle procedure di sicurezza.
Le critiche del SAPPE alla Direzione
La Segreteria Regionale del SAPPE ha espresso rammarico per l’atteggiamento della Direzione dell’istituto che, al rientro dalle ferie natalizie, non avrebbe rivolto alcun riconoscimento al personale per il servizio reso in condizioni estreme. Al contrario, secondo quanto denunciato dal sindacato, la Direzione avrebbe scelto di stigmatizzare il comportamento di alcuni agenti assenti per malattia durante l’ondata influenzale in corso, disponendo l’intensificazione delle visite fiscali a carico dello Stato. Il SAPPE ha definito questo approccio anacronistico, evidenziando un presunto diverso trattamento riservato ai detenuti lavoranti, per i quali stati di malattia e indisposizione verrebbero accettati con maggiore solerzia.
La proposta: reintegrare gli agenti negli uffici nei turni di custodia
Il sindacato ha avanzato una proposta operativa alla Direzione di Orvieto: liberare le risorse di Polizia Penitenziaria attualmente impiegate negli uffici comando e segreteria e reintegrarle nel servizio di custodia a turno, utilizzando negli uffici amministrativi il personale civile già presente in istituto. Secondo il SAPPE, questa riorganizzazione permetterebbe di rafforzare immediatamente il dispositivo di sicurezza senza costi aggiuntivi.
L’allarme: sistema retto solo dall’abnegazione del personale
La denuncia del SAPPE sottolinea come episodi di tale gravità dimostrino che il sistema penitenziario regge esclusivamente sull’abnegazione del personale, chiamato quotidianamente a sopperire a carenze strutturali, organizzative e di organico ormai croniche. Il sindacato ha evidenziato la necessità che l’Amministrazione Penitenziaria ricerchi e rimuova le cause delle assenze invece di perseguire il personale assente. La Casa di Reclusione di Orvieto necessita, secondo la denuncia sindacale, di un significativo e immediato rafforzamento degli organici, poiché non sarebbe più accettabile gestire eventi di tale gravità con risorse umane inadeguate sotto il profilo della sicurezza e della sostenibilità umana.
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