La Regione Umbria si dice disponibile a collaborare con il Comune di Terni per la valorizzazione turistica dell’area della cascata delle Marmore e per inserire progetti aggiuntivi nella programmazione dei fondi strutturali. Lo ha affermato l’assessore regionale allo Sviluppo economico Francesco De Rebotti intervenendo in Aula, durante il question time, rispondendo a un’interrogazione del consigliere regionale della Lega Enrico Melasecche, che aveva rilanciato la questione anche in un comunicato.
Al centro del dibattito c’è il progetto Water Way, che prevede, tra le principali opere, un ascensore di risalita della cascata e un sistema di battelli ecosostenibili sul fiume per collegare la zona delle Marmore al lago di Piediluco e alle sponde laziali del Reatino. L’obiettivo indicato è quello di coniugare sviluppo turistico e tutela ambientale, riducendo l’impatto del traffico veicolare in un’area naturalistica particolarmente delicata.
Il Comune resta in attesa
La disponibilità regionale è stata accolta dal Comune di Terni come un passaggio che richiede ora un confronto operativo. “Apprendiamo la disponibilità della Regione – dichiara il vicesindaco Riccardo Corridore – alla realizzazione del progetto Water Way e quindi riteniamo indispensabile la convocazione di un tavolo istituzionale di cui partner essenziale è la Fondazione Carit che ha sempre mostrato interesse a tale idea di sviluppo turistico del territorio”. Per Corridore, la fase decisiva riguarda la definizione del progetto esecutivo, che dovrà essere rivalutato anche attraverso un computo metrico aggiornato ai costi post Covid, così da chiarire con precisione l’entità dell’investimento.
Il vicesindaco ha annunciato che il Comune intende muoversi con una squadra di lavoro composta dagli assessori ai Lavori Pubblici Giovanni Maggi, al Turismo Alessandra Salinetti e allo Sviluppo Economico Sergio Cardinali, oltre ai tecnici comunali. L’amministrazione sottolinea inoltre la disponibilità al dialogo istituzionale con la Regione, ponendo però come condizione il rispetto delle competenze e la necessità che “ai proclami seguano fatti concreti”.
Nei giorni precedenti, gli assessori comunali Sergio Cardinali e Alessandra Salinetti si erano recati a Perugia per chiedere risorse a sostegno dell’intervento, progetto che – secondo quanto ricordato – viene considerato con interesse anche dalla Fondazione Carit. De Rebotti, nel suo intervento, ha rimarcato una priorità legata alla gestione dei flussi: “Miriamo alla riduzione del traffico veicolare su quel contesto naturale” e ha ricordato che il 19 dicembre la cabina di regia ha ottenuto un finanziamento da un milione di euro destinato alla progettazione di una galleria di due chilometri, intervento che, secondo la Regione, contribuirebbe a rendere la cascata più accessibile e accogliente.
Il tema della pressione del traffico è stato sottolineato anche da Melasecche, che ha definito particolarmente pesante la situazione nelle giornate di massimo afflusso, con problemi di congestione che, a suo avviso, contrastano con l’immagine di un contesto naturalistico unico. In questo quadro, Water Way viene descritto come un progetto in grado di favorire una fruizione più sostenibile dell’area grazie all’ipotesi di un ascensore in acciaio inox a geometria variabile e a un percorso successivo con battelli elettrici, fino all’ingresso nel lago.
Progetto di lunga data
Il progetto Water Way, secondo quanto ricostruito, risale a oltre 25 anni fa e fu considerato all’epoca un’idea tecnica innovativa, sviluppata con il coinvolgimento di un’impresa locale attiva nella produzione di ascensori. Melasecche ha ricordato che già sette anni fa aveva rilanciato con forza l’idea della “via dell’acqua”, che prevede la risalita in ascensore nell’area di Campacci, la discesa verso l’approdo del Velino e la successiva risalita con battelli elettrici lungo il canale Drizzagno, fino al periplo del lago di Piediluco.
In passato la Regione aveva previsto fondi per circa 6 milioni di euro, con una cifra analoga annunciata dalla Fondazione Carit, risorse poi destinate ad altri interventi. Le stime tecniche più recenti, sottolinea Palazzo Spada, indicano che per realizzare il progetto servirebbero almeno 15 milioni di euro, nodo che rende decisivi i passaggi successivi legati a progettazione, cronoprogramma e copertura finanziaria. A questo proposito, va ricordato che la Fondazione Carit, in una delle ultime assemblee della gestione Carlini, aveva dato disponibilità al progetto, chiedndo però di restare fuori da beghe politiche.