Ospedale, nervi tesi all’audizione in Regione: “State attenti che se mi alzo in piedi…”

Il sindaco chiede 180 milioni per il nuovo ospedale, la presidente boccia la proposta. Clima teso durante l'audizione in consiglio regionale. Poi è bagarre, volano parole forti

Si è conclusa giovedì 6 febbraio la protesta organizzata dal sindaco di Terni Stefano Bandecchi sotto la sede della Regione Umbria in piazza Italia a Perugia. Dopo il primo giorno di manifestazione del 27 gennaio, quando un pullman aveva raggiunto il capoluogo umbro, e i successivi giorni di presidio, la delegazione ternana ha ottenuto un’audizione con i vertici regionali durante la seduta del consiglio di Palazzo Cesaroni.

L’incontro, in programma alle 12, nella Sala Partecipazione, ha visto protagonisti Bandecchi – che in giornata era giunto di nuovo a Perugia nel presidio permanente- il consigliere regionale Enrico Melasecche, la presidente della Regione Stefania Proietti, l’assessore regionale Francesco De Rebotti e il capogruppo del Pd Cristian Betti. Tra i manifestanti presenti assessori, consiglieri comunali e provinciali, tra cui Francesco Maria Ferranti dopo la sospensione da Forza Italia, oltre a numerosi cittadini.

La richiesta di Bandecchi: 180 milioni per il nuovo ospedale

Durante l’audizione il sindaco di Terni ha avanzato una richiesta accompagnata da toni polemici: destinare i 180 milioni di euro derivanti dall’aumento delle tasse deciso dalla giunta Proietti alla costruzione del nuovo ospedale. “In quattro anni con quei soldi lo costruiamo”, ha affermato Bandecchi, ribadendo la disponibilità del Comune a realizzare autonomamente la struttura.

La presidente Proietti ha però respinto nettamente la proposta, definendola “irricevibile alla luce delle normative vigenti e dei costi economici”, aggiungendo che “non si possono prendere in giro i cittadini ternani”. Nel corso del confronto, Proietti ha chiesto al Comune di Terni di produrre un Documento di fattibilità delle alternative progettuali (Docfap) relativo all’area di Colle Obito. Il primo cittadino ha accettato, promettendo: “Tempo un mese ed è pronto”.

Momenti di tensione tra istituzioni

L’incontro è stato caratterizzato da scambi diretti e momenti di forte tensione tra i sostenitori presenti in sala e i membri della giunta regionale. Particolarmente acceso il botta e risposta tra Bandecchi e l’assessore Fabio Barcaioli, che ha criticato il sindaco per aver affermato di “parlare a nome di tutti gli umbri”. La replica di Bandecchi non si è fatta attendere: “Lo ribadisco. Il problema è suo, che non capisce la lingua italiana”.

Sul fronte dei rapporti istituzionali tra Regione e Comune, la presidente Proietti ha dichiarato: “Nessun rapporto è stato interrotto. Certo, mi è stato detto che non devo più mettere piede nel Consiglio comunale, altrimenti ne va della salute del sindaco. Per questo non lo farei mai”. Il vicesindaco Riccardo Corridore ha contestato il mancato invito del Comune alla presentazione dello studio di Binini Partners, mentre Bandecchi ha ribadito che Proietti non sarà invitata in Consiglio comunale finché, a suo giudizio, non “rimetterà in moto le istituzioni nel modo corretto”.

A questo punto si è levata una forte contestazione da parte dei componenti dell’assemblea a cui Bandecchi ha risposto. “State attenti che potrei alzarmi in piedi e di voi non resterebbe nemmeno un brandello”.

La posizione di AVS Umbria

Alleanza Verdi e Sinistra Umbria ha commentato duramente l’episodio con una nota ufficiale: “Lo spettacolo andato in scena oggi in Assemblea non è politica, è fumo negli occhi per coprire una verità scomoda: Bandecchi ha paura di un ospedale davvero pubblico”. Secondo AVS, mentre la presidente Proietti lavora su dati e partecipazione per garantire a Terni una struttura moderna e collettiva, il sindaco difenderebbe “un modello dove la salute è profitto”.

AVS ha sottolineato il disegno che passa dallo stadio-clinica al project financing, accusando Bandecchi di agitarsi non per i cittadini ma “per tutelare gli interessi privati che vorrebbero mettere le mani sulla sanità umbra”. AVS ha inoltre criticato l’atteggiamento del centrodestra, definito un “assoggettamento servile” e ribadendo la propria posizione: “Sanità pubblica, tempi certi, nessun regalo ai privati”.

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alessandro tardozzi
alessandro tardozzi
1 mese fa

avs e sinistra umbra non hanno neanche piu’ la decenza di tacere

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