Case popolari, cambia la legge: via obbligo di incensuratezza, non possidenza e anni di residenza

La Regione Umbria aggiorna le norme sugli alloggi pubblici: nuovi criteri di assegnazione, tutele per le fasce fragili e 20 milioni di euro dal FESR per un Piano casa strutturale

La Regione Umbria ha approvato le modifiche alla legge regionale 23/2003 sull’edilizia residenziale pubblica, un intervento legislativo che ridisegna i criteri di accesso agli alloggi popolari e introduce nuove tutele per le categorie più vulnerabili. L’aggiornamento normativo, annunciato dall’assessore regionale alle politiche abitative Fabio Barcaioli, risponde a un contesto sociale in cui solo nel 2024 si sono registrati oltre 550 sfratti, più del 90% dei quali per morosità. La riforma si inserisce in un percorso più ampio teso alla costruzione di un Piano casa regionale di lungo periodo, con una dotazione di 20 milioni di euro già prevista nella riprogrammazione del FESR.

Nuovi criteri di assegnazione: priorità alle situazioni di fragilità

Il cuore della riforma riguarda i criteri di accesso agli alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP). Le nuove disposizioni premiano le situazioni di fragilità documentata: famiglie numerose, genitori soli con figli minori, anziani con redditi bassi e persone con disabilità acquisiscono un peso specifico maggiore nelle graduatorie di assegnazione.

A livello comunale è prevista una quota riservata di alloggi destinata a categorie specifiche: donne seguite dai centri antiviolenza, nuclei familiari colpiti da provvedimenti di sfratto, persone vittime di discriminazione e situazioni di emergenza abitativa. Sono previste riserve anche per chi è inserito in progetti di vita individuale o in soluzioni di abitare condiviso, strumenti sempre più centrali nelle politiche di welfare abitativo.

Eliminati i requisiti dichiarati incostituzionali

Uno degli aspetti più rilevanti della revisione normativa riguarda la rimozione di requisiti che erano stati giudicati incostituzionali dalla giurisprudenza. Viene abolito l’obbligo di incensuratezza, eliminata la condizione di non possidenza e rimossa la clausola di anzianità di residenza. L’obiettivo dichiarato è ridurre il contenzioso legale, accelerare la formazione delle graduatorie e rendere più rapide ed efficienti le assegnazioni degli alloggi.

Autorecupero e mobilità volontaria: le novità operative

Le modifiche introducono anche una disciplina specifica per l’autorecupero, uno strumento che consente agli assegnatari di intervenire su alloggi non immediatamente assegnabili. In questo schema, le spese sostenute vengono compensate attraverso il canone di locazione, con la supervisione tecnica di Ater Umbria. Il meccanismo punta a valorizzare il patrimonio abitativo esistente riducendo i tempi di indisponibilità degli alloggi.

Vengono inoltre aggiornate le regole sulla mobilità volontaria tra alloggi, con l’obiettivo di impiegare in modo più razionale ed efficiente il patrimonio pubblico disponibile sul territorio regionale.

Il contesto: tagli nazionali e risposta regionale

L’assessore Barcaioli ha inquadrato la riforma in un contesto di crescente pressione abitativa, aggravata da scelte operate a livello nazionale. «Le nostre azioni sono orientate a sopperire all’assenza di un Piano casa nazionale e ai tagli decisi dal Governo, che ha eliminato il contributo affitti e il fondo per la morosità incolpevole, lasciando territori e Comuni senza strumenti adeguati», ha dichiarato. L’aggiornamento della legge 23/2003 viene quindi definito dallo stesso assessore come «il primo tassello di un Piano casa regionale», con 20 milioni di euro stanziati nel FESR, rispetto agli zero previsti dalla precedente amministrazione.

La visione strategica: welfare urbano e sostenibilità

La cornice entro cui si muove la riforma è quella di un welfare urbano strutturato, capace di superare la logica emergenziale e frammentata che ha caratterizzato le politiche abitative degli ultimi anni. L’intervento legislativo, elaborato in sinergia con Ater Umbria, mira a costruire un sistema che garantisca pari opportunità di accesso all’abitazione su tutto il territorio regionale, con particolare attenzione alle fasce di popolazione più esposte al rischio di esclusione.

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