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Bando case popolari: sindacati all’attacco della graduatoria

Sunia Cgil, Sicet Cisl e Uniat Uil denunciano gravi incongruenze nelle valutazioni effettuate dalla Commissione che ha valutato le domande

Sunia Cgil, Sicet Cisl e Uniat Uil della provincia di Terni esprimono forte disappunto per le modalità con cui sono state gestite alcune domande di accesso al bando per l’ emergenza abitativa che ha visto solo 7 doamande accettate. Le organizzazioni sindacali contestano le decisioni prese dalla Commissione Alloggi, sollevando dubbi significativi sulla legittimità dei criteri adottati.

Secondo i sindacati, vi sono gravi incongruenze nelle valutazioni effettuate dalla Commissione. Un esempio portato è quello delle certificazioni periodiche emesse dai servizi sociali del Comune o della Asl. Le organizzazioni sostengono che queste certificazioni, se valide al momento della pubblicazione del bando e in scadenza successiva, avrebbero dovuto essere considerate valide o, almeno, essere oggetto di una richiesta di integrazione documentale.

I sindacati denunciano anche il rifiuto della presidenza della Commissione di riconvocare l’organo decisionale, nonostante la richiesta urgente del Commissario di nomina sindacale. Tale rifiuto è stato interpretato come un’ulteriore mancanza di trasparenza e collaborazione nel processo di valutazione.

Viene inoltre criticato l’approccio della Commissione nella verifica dei percorsi terapeutici dei richiedenti. I sindacati argomentano che la Commissione avrebbe dovuto limitarsi a verificare la presenza di documentazione adeguata piuttosto che giudicare il merito dei percorsi terapeutici stessi.

 La graduatoria pubblicata il 21 novembre 2023 ha sollevato ulteriori perplessità. Secondo i sindacati, essa è incompleta e ha escluso nuclei familiari basandosi su criteri non conformi ai compiti della Commissione.

Le organizzazioni sindacali supportano fermamente la posizione assunta dal Commissario di nomina sindacale e si sono impegnate ad assistere i richiedenti che ritengono essere stati ingiustamente penalizzati, promuovendo un riesame delle domande respinte.

L’intera vicenda solleva questioni importanti sulla trasparenza e l’equità nei processi decisionali che influenzano la vita dei cittadini, in particolare in situazioni di emergenza abitativa, dove ogni decisione ha un impatto diretto e significativo.

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