Detenuto appena trasferito a Terni guida maxi rivolta: devastata sezione del carcere

Gravi disordini domenica pomeriggio nella casa circondariale umbra: un detenuto straniero di recente arrivo avrebbe scatenato la violenza con l'aiuto di altri tre reclusi. Il sindacato SAPPE denuncia sovraffollamento e carenza di organico

La casa circondariale di Terni è stata teatro, nel pomeriggio di domenica 22 febbraio 2026, di gravi e prolungati disordini che hanno portato alla distruzione completa di un’intera sezione detentiva. A scatenare la violenza sarebbe stato un detenuto straniero trasferito nell’istituto da pochi giorni, verosimilmente portatore di elevate criticità, che avrebbe agito con il supporto di altri tre reclusi. La situazione, ancora in corso di definizione nelle ore serali, ha richiesto l’intervento straordinario del Reparto Operativo Regionale (POR) della Polizia Penitenziaria, chiamato a rafforzare il personale già presente nella struttura.

A rendere noto l’accaduto è Fabrizio Bonino, Segretario Regionale del Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria SAPPE Umbria, che ha diramato un comunicato urgente descrivendo uno scenario di «assoluta emergenza». Le forze dell’ordine penitenziarie sono tuttora impegnate nelle operazioni di ripristino dell’ordine e della sicurezza, nonché nell’accertamento della dinamica completa degli eventi e nell’identificazione di tutti i soggetti coinvolti.

Una sezione devastata e un contesto già critico

Secondo le prime informazioni frammentarie, l’azione distruttiva ha interessato in modo integrale un’intera area della struttura carceraria. Il bilancio materiale appare ingente, anche se restano da quantificare con precisione l’entità dei danni e l’eventuale presenza di feriti tra il personale di Polizia Penitenziaria. Proprio su quest’ultimo aspetto il Segretario Bonino ha espresso preoccupazione: «Ci auguriamo solo che non ci siano feriti tra il personale».

Il carcere di Terni ospita attualmente circa 600 detenuti, un numero che evidenzia una condizione strutturale di sovraffollamento aggravata da una cronica carenza di organico. Questi due fattori, secondo il SAPPE, rendono la gestione dell’ordine interno sempre più difficile e aumentano il rischio che episodi critici degenerino rapidamente.

Il ruolo del detenuto trasferito e la dinamica degli eventi

L’elemento di maggiore rilevanza investigativa riguarda il profilo del detenuto indicato come principale responsabile: un cittadino straniero giunto a Terni da pochissimi giorni e che, stando alle prime ricostruzioni, sarebbe riuscito in tempi brevissimi a coagulare attorno a sé altri tre detenuti, dando origine a un’azione collettiva e devastante. La rapidità con cui la situazione è sfuggita al controllo solleva interrogativi sulle procedure di valutazione del rischio al momento del trasferimento e sull’adeguatezza delle risorse disponibili per gestire soggetti ad alta criticità.

La denuncia del SAPPE: sistema penitenziario al collasso

Il comunicato del SAPPE Umbria non si limita alla cronaca dell’episodio, ma inserisce i fatti di Terni in un quadro più ampio di emergenza sistemica. «La situazione nel carcere di Terni è sempre più al limite e che il personale di Polizia Penitenziaria continua a pagare un prezzo altissimo in termini di sicurezza personale per sopperire alle falle di un sistema carcerario ormai al collasso», ha dichiarato Bonino.

Il sindacato ha espresso plauso e vicinanza agli agenti intervenuti, sottolineando la professionalità dimostrata in un contesto definito estremo. Un aggiornamento più dettagliato è atteso non appena le indagini interne avranno chiarito la sequenza precisa degli eventi e la portata complessiva dei danni.

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