Il Comune di Terni è attivamente impegnato nei procedimenti di bonifica ambientale che interessano alcune delle aree più critiche del territorio urbano. Lo ha dichiarato il sindaco Stefano Bandecchi, che ha risposto alle critiche sollevate dalla campagna Ecogiustizia subito durante il suo passaggio in città, definendo i giudizi espressi «liquidatori» e non rispondenti alla realtà dei fatti. A supporto della propria posizione, l’amministrazione ha reso pubblico un report elaborato dagli uffici della direzione Ambiente, che documenta lo stato di avanzamento degli interventi in corso su tre siti: l’ex discarica di Papigno, il Parco Rosselli e l’Ex Lanificio Gruber.
Ex discarica di Papigno: iter rallentato, ma il comune va avanti
Sul fronte dell’ex discarica di Papigno, conclusa l’attività di indagine integrativa, il Comune ha riavviato il confronto con Arpa Umbria, CNR IRET e Università della Tuscia, soggetti firmatari di una Convenzione risalente al 2009. Nel gennaio 2024 si è svolto un sopralluogo congiunto cui hanno partecipato anche rappresentanti della Regione Umbria e della Provincia di Terni. In quell’occasione, i tre enti si erano impegnati a produrre un documento preliminare da presentare al Ministero, che illustrasse le mutate esigenze progettuali — tra cui lo stralcio dell’area Gruber — e la necessità di aggiornare i contenuti della Convenzione.
Nonostante i ripetuti solleciti, il documento non è ancora stato prodotto. La direzione Ambiente del Comune ha comunque elaborato in autonomia un documento di indirizzo alla progettazione, approvato in linea tecnica dalla giunta nel dicembre 2025. Sul fronte del finanziamento, oltre ai fondi stanziati dal Ministero dell’Ambiente per le attività strettamente legate alla bonifica, l’Amministrazione ha incluso l’area della discarica nell’istanza di ammissione al Bando per i Piani di Sviluppo in aree dismesse o in disuso, promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 2025. L’esito del bando non è ancora noto. L’obiettivo finale è la sistemazione dell’area a uso ricreativo.
Parco Rosselli: lavori avviati nel 2025, ultimazione a marzo
Il procedimento di bonifica del Parco Rosselli è stato avviato nel 2015. Le risultanze delle successive caratterizzazioni e analisi di rischio hanno reso necessaria una revisione del progetto originario del 2016, redatto nell’ambito del Piano Periferie, per adeguarlo alle prescrizioni della Regione Umbria in materia di messa in sicurezza permanente, mantenendo al contempo gli obiettivi di riqualificazione urbana del piano originale.
La direzione Ambiente ha elaborato il Progetto di Messa in Sicurezza Permanente, approvato dalla Regione Umbria nel 2023, e il progetto di fattibilità tecnica ed economica, approvato dalla giunta nel 2024, per un importo complessivo di 3.000.000 di euro. L’intervento è articolato in tre lotti funzionali: il primo riguarda l’area ludica pertinente all’asilo Peter Pan; il secondo e il terzo interessano l’intero parco.
Con i fondi messi a disposizione dalla Regione Umbria e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, sono stati affidati i lavori di riqualificazione dell’area pertinenziale dell’asilo, per un importo di 455.572,73 euro oltre IVA. I lavori sono stati avviati nel maggio 2025 e nel mese di ottobre sono state completate le lavorazioni più complesse legate alla messa in sicurezza. Alla data attuale risultano realizzati aiuole, muretti, recinzioni, cancellate, impianto elettrico, impianto d’irrigazione, pergola e pavimentazioni in gomma colata. Il completamento delle operazioni di tinteggiatura e piantumazione è atteso entro marzo 2026, subordinatamente al miglioramento delle condizioni atmosferiche, che hanno rallentato il cantiere a causa delle abbondanti precipitazioni.
Per il secondo e il terzo lotto, l’Amministrazione è al lavoro per reperire le risorse necessarie allo sviluppo della progettazione esecutiva.
Ex Lanificio Gruber: bonifica definitivamente conclusa
La notizia più significativa riguarda l’Ex Lanificio Gruber, dove le attività di bonifica sono state definitivamente concluse nel dicembre 2025. Il procedimento aveva preso avvio con l’approvazione dell’analisi di rischio sanitario e ambientale, recepita con il decreto ministeriale n. 34 del 2018, che aveva condizionato la chiusura della pratica al rispetto di specifiche prescrizioni. La principale prevedeva la rimozione del materiale classificabile come rifiuto fino a una profondità di circa un metro dal piano campagna in corrispondenza di un punto individuato durante le indagini ambientali. I lavori relativi a questa prescrizione si sono conclusi a dicembre 2025.
Quanto alla Pineta Centurini, area contigua al sito, le caratterizzazioni avevano rilevato il superamento del parametro degli idrocarburi pesanti in uno dei due hotspot indagati, sia nel suolo superficiale che in quello profondo. L’elaborazione dei dati non ha tuttavia evidenziato profili di rischio sanitario o ambientale per l’area della pineta.