Quando si parla di riqualificazione energetica delle abitazioni, l’attenzione si concentra spesso su isolamento termico, serramenti o fonti rinnovabili. Tuttavia una parte importante dei consumi domestici è legata direttamente agli impianti di riscaldamento e climatizzazione, che in molte case italiane risalgono a periodi nei quali il costo dell’energia e le tecnologie disponibili erano molto diversi da quelli attuali. In questo scenario l’aggiornamento degli impianti rappresenta uno degli interventi più concreti per migliorare l’efficienza energetica degli edifici e garantire un livello di comfort abitativo più elevato.
Di questi temi parlano Patrizio Dezi e Massimiliano Conchiglia, fondatori di Ecoklima, azienda attiva nell’installazione e nella manutenzione di impianti di climatizzazione e riscaldamento sia in ambito residenziale sia industriale.
Conto Termico e incentivi per la sostituzione degli impianti di riscaldamento
Tra gli strumenti utilizzati per favorire l’aggiornamento tecnologico degli impianti domestici vi è il Conto Termico, un meccanismo di incentivazione pubblica pensato per sostenere la sostituzione dei generatori di calore con soluzioni più efficienti dal punto di vista energetico.
«Il Conto Termico è uno dei sistemi di incentivo più interessanti perché consente di ottenere un contributo economico in tempi relativamente rapidi», spiega Dezi. «A differenza delle detrazioni fiscali tradizionali, che vengono recuperate gradualmente attraverso l’Irpef, il Conto Termico può prevedere l’erogazione del contributo anche entro pochi mesi dalla conclusione dell’intervento».
L’entità del contributo dipende dalle caratteristiche dell’impianto installato e dalla potenza del sistema, ma in molti casi permette di ridurre in modo significativo il costo iniziale dell’investimento, facilitando il passaggio verso tecnologie più efficienti come le pompe di calore o i sistemi ibridi.
Un patrimonio edilizio con impianti spesso datati
La diffusione di incentivi e nuove tecnologie si inserisce in un contesto in cui gran parte delle abitazioni italiane utilizza ancora impianti progettati molti anni fa. Si tratta di sistemi installati in un periodo in cui la priorità era garantire il riscaldamento degli ambienti, mentre il tema dell’efficienza energetica aveva un peso minore rispetto a oggi.
«In molte case gli impianti di riscaldamento sono stati progettati con logiche ormai superate», osserva Conchiglia. «Questo comporta consumi energetici più elevati e un controllo meno preciso delle temperature all’interno dell’abitazione».
Negli ultimi anni il settore degli impianti domestici ha iniziato a trasformarsi anche per effetto delle politiche energetiche orientate alla riduzione delle emissioni e al progressivo ridimensionamento degli incentivi dedicati alle caldaie tradizionali. In questo contesto sempre più interventi di ristrutturazione prevedono l’adozione di tecnologie alternative al gas.
Pompe di calore e sistemi ibridi nelle abitazioni
Tra le soluzioni tecnologiche più diffuse negli interventi di riqualificazione energetica degli impianti domestici vi sono le pompe di calore, sistemi che sfruttano energia elettrica per trasferire calore dall’ambiente esterno all’interno dell’abitazione. Il principio di funzionamento consente di produrre una quantità di energia termica superiore rispetto all’energia elettrica utilizzata per alimentare l’impianto, con livelli di efficienza molto più elevati rispetto ai sistemi elettrici tradizionali. «Le pompe di calore permettono di ottenere prestazioni energetiche molto interessanti», spiega Dezi. «Il rapporto tra energia consumata e calore prodotto è decisamente più favorevole rispetto ai sistemi tradizionali».
Nel contesto degli edifici esistenti, tuttavia, il passaggio a impianti completamente elettrici non sempre è immediato, soprattutto quando l’impianto è stato progettato per funzionare con temperature dell’acqua relativamente elevate, come accade nei sistemi a termosifoni. In questi casi una delle soluzioni più adottate è rappresentata dagli impianti ibridi, che integrano una pompa di calore con una caldaia a gas.
«Il sistema ibrido consente di utilizzare la pompa di calore nella maggior parte delle situazioni», spiega Dezi. «Quando la richiesta di calore aumenta o le condizioni climatiche lo richiedono, la caldaia interviene come supporto».
Questo tipo di configurazione permette di migliorare l’efficienza energetica dell’abitazione senza dover modificare completamente l’impianto esistente, offrendo una soluzione di transizione verso sistemi sempre più orientati all’elettrificazione.
Efficienza energetica e comfort abitativo
L’aggiornamento degli impianti domestici non riguarda soltanto il contenimento dei consumi energetici. Negli ultimi anni è cresciuta anche l’attenzione verso la qualità degli ambienti interni e il livello di comfort nelle abitazioni.
«Oggi chi decide di intervenire sugli impianti non guarda soltanto alla bolletta energetica», conclude Conchiglia. «C’è una crescente attenzione alla stabilità delle temperature negli ambienti, alla qualità dell’aria e al benessere complessivo all’interno della casa».
In questo senso l’efficientamento degli impianti di climatizzazione e riscaldamento rappresenta un passaggio importante non solo per ridurre i consumi energetici, ma anche per migliorare la qualità degli spazi abitativi e il modo in cui le persone vivono la propria casa.