L’Umbria apporta variazioni alla legge sulla transizione energetica

De Luca: "Ribadiamo la nostra posizione ferma sui luoghi non idonei a ospitare impianti"

La legge regionale dell’ottobre 2025 in materia di impianti energetici sui paesaggi è stata modificata. Lo ha fatto il Consiglio regionale dell’Umbria, approvando alcune modifiche, per adeguarla al nuovo quadro normativo nazionale. Tra i vari aspetti, spicca la fermezza nei confronti delle aree e dei luoghi considerati non idonei a ospitare nuovi impianti. “Abbiamo fatto una modifica in tempi record – commenta l’assessore regionale all’ambiente Thomas De Lucaper consegnare regole certe nella semplificazione della realizzazione degli impianti. Un’accelerazione segnata dalla volontà di dare risposte concrete alla crisi energetica in atto. Per una volta la politica è riuscita a stare al passo con la realtà e per questo voglio ringraziare tutti i consiglieri della maggioranza del Patto Avanti“.

No a speculazioni

Come lo stesso De Luca tiene a precisare, la transizione energetica, per l’Umbria, è quella che mira all’autonomia energetica senza abdicare al governo del territorio e al contempo tutelando il nostro patrimonio paesaggistico da grandi impianti sovradimensionati e da rischi di speculazione. “L’Umbria – dice – è stata la prima regione a definire idonee le aree per progetti a servizio delle Cer perché crediamo che autoprodursi energia sia un diritto dei cittadini e delle imprese locali, non un terreno di conquista. Le modifiche definiscono un quadro di maggiore certezza normativa circoscrivendo con precisione le ulteriori aree idonee individuate dalla Regione dell’Umbria. Viene inoltre confermata una mappatura delle aree a bassa esposizione panoramica per impianti eolici, da condividere con la soprintendenza dell’Umbria. Con questo atto vogliamo superare l’incertezza normativa che rischiava di bloccare i piccoli progetti destinati al tessuto economico regionale. L’adeguamento ai rilievi ministeriali non intacca la nostra visione: una transizione energetica democratica, diffusa e governata dalle istituzioni locali, capace di conciliare la produzione di energia pulita con la difesa identitaria del cuore verde d’Italia“.

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