Acquedotto Terria-Pentima, sale la mobilitazione civica contro l’ampliamento

Dopo l'incontro di Scheggino e in vista della Conferenza di Servizi dell'8 ottobre, il Comitato Noi amiamo Ferentillo chiede riscontri ufficiali sul progetto di ampliamento dell'acquedotto in Valnerina

Torna a fare parlare la vicenda dell’ampliamento dell’acquedotto Terria-Pentima,  col collegamento alla rete dei due pozzi realizzati a Scheggino. “Noi amiamo Ferentillo” ha incontrato i sindaci del territorio e ora sale sul piede di guerra: “Visti i danni fatti sin qui, senza i risultati sbandierati, pretendiamo risposte tecniche scritte alle osservazioni prodotte”.  Tutto ciò in vista della conferenza dei servizi – inizialmente fissata per il 23 settembre e ora rinviata a giovedì 8 ottobre.

A farla saltare era stato il sindaco di Scheggino, non convinto del progetto, che ha chiesto infatti integrazioni documentali. La situazione aveva spinto il Comune di Ferentillo a non prendere posizione e la Regione invece a prenderla anch’essa in senso contrario. L’assessore De Luca in una nota aveva espresso il no della Giunta “a fronte della mancata valutazione di alternative progettuali più volte oggetto di confronti con Auri e gestore proponente”

La protesta del Comitato

Il comitato sostiene che le osservazioni dei cittadini, già per le “grandi opere” precedenti, non siano mai state prese in considerazione e che che gli amministratori dei territori a valle dell’opera non sono stati convocati nel procedimento, e secondo il comunicato “a torto”, per esprimere la loro opinione.

La presa di posizione muove appunto dall’incontro dello scorso 18 settembre coi sindaci, nato  dopo che il comitato aveva appreso “casualmente” della proposta di ampliamento. Secondo il comitato, l’appuntamento ha aumentato la consapevolezza e l’opposizione al progetto estrattivo, previsto al posto di una buona gestione della risorsa idrica.

Erano presenti i sindaci di Scheggino, Ferentillo e Sant’Anatolia di Narco, col patrocinio anche del comune di Vallo di Nera. Il comitato e altre associazioni hanno deciso di elaborare congiuntamente un documento, sulla base della volontà espressa dai sindaci di agire a difesa di un territorio che definiscono sempre più minacciato da opere impattanti e dalla sottrazione di risorse.

Dall’incontro è emerso che oltre a quello di Scheggino anche il Comune di Ferentillo, con il sindaco Sebastiano Torlini è contrario. Il sindaco di Sant’Anatolia di Narco Tutllio Fibraroli aveva aggiunto la propria preoccupazione per un ulteriore progetto di scala industriale, il “Parco eolico Vallo di Nera”. Prevede cinque aerogeneratori, alcuni nel territorio da lui amministrato, e si somma alle proposte eoliche “Energia della Valnerina” ed “Energia Montebibico”.

Da acquedotto ed eolici, e dagli altri progetti già approvati o in arrivo, il comitato fa derivare l’esigenza di un fronte comune per tutelare salute, beni pubblici e identità del territorio. L’obiettivo è ricostruire il rapporto di fiducia tra cittadinanza e istituzioni, che il comunicato descrive come attualmente scemato.

Il precedente di Terria-Pentima

Nel confronto con il vecchio acquedotto, l’incontro è partito dalle sue criticità. L’opera avrebbe dovuto essere risolutiva, ma si è dimostrata, nelle parole del comitato, un “buco nell’acqua”. Secondo il comitato, il fallimento era stato annunciato in una conferenza pubblica al Comune di Ferentillo da tecnici esperti contattati dall’allora comitato “no acquedotto”.

Il comitato ricorda che l’impianto risultò sbagliato prima ancora di entrare in funzione e richiese due pozzi non previsti. Nonostante l’integrazione, l’emungimento non ha mai raggiunto la portata di progetto di 400 litri al secondo e si è fermato a poco più della metà. Per questo la cittadinanza ribattezzò la grande opera “opera magna magna”.

Rete colabrodo e dispersione al 50%

Già in quegli anni, ricorda il comitato, residenti e ambientalisti avevano proposto di destinare l’ingente investimento al rinnovo della rete di distribuzione, il cosiddetto “acquedotto colabrodo”. Oggi la rete presenta ancora un tasso di dispersione del 50%, superiore alla media italiana. Secondo il comitato, la richiesta non è mai stata presa in considerazione.

Redazione

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