Narni torna al centro del confronto sulla società contemporanea con l’XI edizione del Festival della Sociologia. La manifestazione è stata presentata a Perugia, a Palazzo Donini, e si svolgerà dal 7 al 10 ottobre 2026, con due anteprime e un ricco programma di incontri. Il tema scelto quest’anno è “Un ambiente per abitare. Spazi, Vite e Diritti”. Al centro ci sono il rapporto tra persone, ambiente e territori e il modo in cui gli spazi che abitiamo influenzano diritti, opportunità, relazioni e qualità della vita. Sono attesi circa 200 speaker e oltre 50 eventi. Sociologia, ambiente, urbanistica, economia, cultura, politica, comunicazione e territorio si incontreranno in una manifestazione che punta a portare la ricerca scientifica nello spazio pubblico.
Gratteri e Sari Hanafi tra gli ospiti più attesi
Tra i protagonisti dell’edizione 2026 ci sarà Sari Hanafi, sociologo palestinese, professore all’American University of Beirut e già presidente dell’International Sociological Association. Il 9 ottobre parlerà di “Spazi sociali, dialogo e speranza”, affrontando il rapporto tra società, conflitti, diritti e possibilità di dialogo. Hanafi presenterà inoltre il volume Critica del liberalismo simbolico. Per una sociologia dialogica. Grande attesa anche per Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli. Il 10 ottobre, alle 17 al Teatro Manini, sarà protagonista dell’incontro “Abitare territori ai margini: dai diritti promessi ai diritti agiti tra mafie e legalità”. Tra gli appuntamenti anche quello con il regista Leonardo Di Costanzo, protagonista dell’incontro “Abitare i margini” in programma l’8 ottobre. Il confronto affronterà temi come diritto alla casa, rigenerazione degli spazi pubblici, disuguaglianze, biodiversità, beni comuni, mobilità, housing sociale e qualità dell’abitare.
Ambiente, casa e territorio: la collaborazione con ARPA Umbria
Uno dei temi centrali del Festival sarà il rapporto tra ambiente e abitare. La collaborazione con ARPA Umbria porterà nel programma competenze e strumenti di conoscenza sulle trasformazioni ambientali e territoriali. La riflessione non riguarderà soltanto l’aspetto ecologico. Si parlerà anche di salute, qualità degli spazi, disuguaglianze e sostenibilità. Il programma coinvolgerà inoltre la comunità narnese. Il 9 ottobre è previsto “Un’ora sola con la sociologia”, realizzato in collaborazione con il Terziere Mezule della Corsa all’Anello. Ampio spazio anche all’arte. All’Auditorium San Domenico è visitabile fino all’11 ottobre “Presenze, d’Arte Contemporanea”, curata dall’associazione MinervArte. Alla Casa del Popolo arriverà invece “LIVREE – Strategie di sopravvivenza sociale”, grazie alla collaborazione tra ArteM e S.O.I. Società Ornitologica Italiana.
“Il diritto all’abitare misura la qualità della democrazia sociale”
Durante la presentazione, la vicepresidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria Bianca Maria Tagliaferri ha sottolineato il valore del Festival nel portare il dibattito accademico fuori dalle università e dentro le città. «In questo momento il tema “abitare” fa parte del dibattito europeo», ha osservato, evidenziando anche il lavoro della Regione sulle politiche abitative. Sulla stessa linea l’assessore regionale al Welfare Fabio Barcaioli, che ha definito il diritto all’abitare «uno dei terreni sui quali si misura la qualità della democrazia sociale». L’obiettivo, ha spiegato, è rafforzare l’edilizia residenziale pubblica, recuperare gli immobili inutilizzati e rendere il diritto alla casa meno legato alla sola capacità di spesa. Per l’assessore del Comune di Narni al Festival della Sociologia e all’Ambiente, Giovanni Rubini, la manifestazione rappresenta ormai un appuntamento di carattere nazionale e internazionale. «Quando si ritrova il mondo accademico a parlare delle tematiche più attuali di una società, è inevitabile che tutta la comunità narnese e l’amministrazione ne tragga beneficio», ha dichiarato. La direttrice scientifica Sabina Curti ha infine spiegato il percorso che ha portato alla scelta del tema. «Ci abbiamo lavorato un anno», ha raccontato, indicando tra le questioni al centro della manifestazione crisi climatica, crisi abitativa, overtourism, cohousing intergenerazionale e diritto alla casa. «Non potevamo pensare che diventassero così davvero urgenti e necessari», ha aggiunto Curti. Il Festival si chiuderà con Gratteri, proprio perché, ha spiegato la direttrice, parlare di ambiente, clima e diritto all’abitare significa anche affrontare mafie e illegalità.
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