Piano strade, Patalocco (Pd): “Troppe incognite sul mutuo da 30 milioni”

Il consigliere comunale del Pd critica il progetto dell’amministrazione e il possibile indebitamento per 15 anni: dubbi su coperture, stralci successivi, strade private e resilienza climatica.

Il piano strade del Comune di Terni e il previsto maxi mutuo da 30 milioni di euro finiscono al centro delle critiche del Partito Democratico. A sollevare dubbi è il consigliere comunale Leonardo Patalocco, che motiva il voto contrario espresso in occasione dell’ultimo Consiglio comunale e chiede maggiori certezze sulle coperture finanziarie dell’operazione. Secondo il consigliere, il progetto potrebbe impegnare il Comune per almeno 15 anni, mentre resterebbero da chiarire il finanziamento degli stralci successivi al primo, l’impatto sull’indebitamento dell’ente e la gestione degli oltre 600 chilometri di strade che non rientrano nella giurisdizione comunale. Patalocco pone inoltre il tema della resilienza climatica della rete viaria e dei materiali che saranno utilizzati negli interventi.

Patalocco: «Roboante l’annuncio, minima la sostanza»

La posizione del consigliere del Pd parte dalla necessità, che Patalocco non mette in discussione, di intervenire sulle condizioni delle strade cittadine. Le perplessità riguardano invece gli strumenti finanziari e le modalità con cui il piano è stato impostato.

«Roboante l’annuncio, minima la sostanza e ancor meno sono le certezze. Si potrebbe riassumere così il piano strade», dichiara Patalocco, soffermandosi sul «maxi mutuo di 30 milioni di euro previsto dall’amministrazione comunale che impegnerebbe Terni per i prossimi 15 anni almeno a sostenere un debito spropositato per l’esiguo bilancio cittadino».

Il consigliere ricorda quindi il voto contrario espresso dal suo gruppo durante l’ultima seduta del Consiglio comunale.

Patalocco riconosce al tempo stesso l’esigenza di una programmazione degli interventi, considerata preferibile rispetto alla gestione delle singole emergenze. «Siamo tutti consapevoli che le strade della città necessitano di interventi e che lo strumento della programmazione sia sicuramente preferibile a interventi di tipo emergenziale», afferma.

Secondo l’esponente del Pd, però, «nel documento approdato in consiglio ci sono troppe incognite per poter valutare positivamente quanto illustrato».

Primo stralcio da 2,5 milioni, i dubbi sulle coperture

Uno dei principali interrogativi sollevati riguarda il primo stralcio di interventi, del valore di 2,5 milioni di euro, per il quale sarebbe previsto il ricorso a un mutuo a tasso fisso.

Patalocco chiede in particolare come verrà sostenuto il costo annuale dell’operazione. «Nel documento si parla di risparmi sulle manutenzioni ordinarie e sull’utilizzo di materiali specifici dei servizi che tuttavia non vengono quantificati. Siamo sicuri che saranno sufficienti per ammortizzare la rata annuale prevista di 230.000 euro circa?».

Le perplessità si estendono alle fasi successive del piano. Secondo quanto riportato dal consigliere, sono previsti ulteriori stralci da 13,5 e 14 milioni di euro.

«Nel documento si parla di possibile impegno diretto dell’ente, di altri mutui da contrarre o di ricorso a partnership pubblico/privata, ma una soluzione concreta si valuterà in base agli equilibri di bilancio del momento. Quali sono le certezze in questa programmazione? Quale l’impatto sull’indice di indebitamento dell’ente?», domanda Patalocco.

Il nodo degli oltre 600 chilometri di strade

Un secondo tema riguarda la titolarità di una parte consistente della rete stradale ternana. Patalocco evidenzia infatti che oltre 600 chilometri di strade sarebbero esterni alla giurisdizione del Comune, perché appartenenti ad Ater oppure privati a uso pubblico.

Il consigliere chiede quindi se agli interventi di manutenzione straordinaria sarà affiancato un percorso per acquisire al demanio comunale alcuni di questi tratti.

«Esiste un piano per accompagnare alla manutenzione straordinaria della rete stradale procedure di acquisizione al demanio di questi tratti viari?», chiede l’esponente del Pd.

Per Patalocco, lasciare irrisolta questa situazione rischierebbe di determinare una differenza significativa tra le varie zone: «Perché non farlo vorrebbe dire avere una città di serie A, dove il Comune rimette a nuovo le carreggiate, e una città di serie B dove non si possono porre in atto provvedimenti».

Strade e resilienza climatica, la richiesta del Pd

La critica del consigliere comunale riguarda infine il modello con cui dovrebbe essere ripensata la rete viaria. Il tema viene collegato agli effetti dei cambiamenti climatici e alla necessità di programmare gli interventi anche attraverso una diversa gestione del verde e dei materiali.

«Abbiamo sempre sottolineato come Terni debba essere ripensata in ottica di resilienza climatica, con tutte le conseguenze del caso in termini di struttura della rete stradale e del tipo di asfalto che si utilizza secondo quello che dovrebbe essere un vero e proprio Prg del verde», afferma Patalocco.

Da qui ulteriori domande rivolte all’amministrazione: «Questo provvedimento proposto tiene conto di questi aspetti? Prevede di ricostruire le nostre reti viarie alla vecchia maniera o guardando al futuro?».

La posizione del consigliere del Partito Democratico resta quindi critica sia sul fronte economico sia su quello della pianificazione urbanistica e ambientale.

Patalocco sintetizza così il proprio giudizio: «Tanti, troppi interrogativi che non trovano risposta per un provvedimento che anziché essere rivoluzionario rischia di essere solo una costosa toppa sul buco».

Redazione

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