Torna d’attualità a Terni il tema della Taric, la tariffa sui rifiuti, dopo la decisione del consiglio di amministrazione di Asm di approvare l’aumento delle tariffe. Il via libera è arrivato con il voto doppio dell’amministratore delegato, di nomina del socio privato Acea, che ha permesso di superare la contrarietà manifestata dal Comune di Terni, titolare della maggioranza delle quote della municipalizzata. Il passaggio riaccende le polemiche dell’estate sul piano economico-finanziario (Pef), quando il Comune non aveva preso atto dell’incremento. A intervenire sono stati il segretario provinciale di Azione, Michele Pennoni, e il gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle.
Il voto in cda e il nodo dei patti parasociali
Al centro della vicenda c’è l’equilibrio di poteri dentro Asm. Il Comune è socio di maggioranza, ma il meccanismo previsto dai patti parasociali consente al socio di minoranza privato di incidere in modo determinante sulle decisioni. Il voto doppio dell’amministratore delegato indicato da Acea ha prevalso sull’orientamento contrario del Comune, con effetti diretti sulle bollette dei cittadini.
La posizione di Azione
Pennoni punta il dito contro la gestione passata della società. Secondo l’esponente di Azione, l’amministrazione di centrodestra guidata dal sindaco Latini avrebbe consegnato la municipalizzata a un socio privato attraverso accordi che permettono alla minoranza di ribaltare la volontà della maggioranza pubblica. Per Pennoni i ternani sono «vessati e presi in giro» e la vicenda è «una vergogna, uno scandalo inaccettabile». Il segretario provinciale parla di famiglie «usate come Bancomat», chiamate a pagare bollette sempre più care a fronte di servizi che nel migliore dei casi restano identici, mentre la Regione continuerebbe a ragionare in termini di ampliamento delle discariche.
Azione chiede una revisione immediata degli accordi societari e una politica fiscale locale diversa, che non penalizzi, nelle parole di Pennoni, chi lavora, produce e vive in città. Il partito sottolinea inoltre la situazione dei ceti popolari e medi, già alle prese con inflazione e carovita, e contesta alla Regione Umbria e ai privati l’assenza di una strategia industriale per la chiusura del ciclo dei rifiuti.
La replica del M5S: «Una delibera si può bocciare. I costi no»
Sul fronte opposto della polemica si colloca il M5S, che ricostruisce il percorso tecnico della tariffa. Secondo il gruppo territoriale, la bocciatura del Pef poteva servire a Bandecchi per dire di aver fermato l’aumento, ma non poteva eliminare i costi del servizio, che ora riemergono. Il metodo Arera, spiegano i pentastellati, costruisce larga parte del Pef 2026 sui dati contabili dell’anno a-2, cioè il 2024, quando in Umbria governava ancora la Giunta Tesei, sostenuta alle ultime regionali anche da Bandecchi. Il Pef di Terni, aggiungono, non è scritto dalla Regione ma parte dai costi del gestore e segue il metodo tariffario nazionale.
Il M5S porta a confronto altre realtà: mentre a Terni le tariffe salgono, a Perugia sono diminuite di oltre il 4% e riduzioni si registrano in altri 12 comuni umbri. I pentastellati ricordano poi che Bandecchi aveva rivendicato 1,65 milioni di euro di dividendi Asm come prova della buona gestione e di aver tenuto bassa la Taric, mentre oggi, davanti a quasi un milione di maggiori costi, definirebbe il sistema «fasullo».
La proposta: un fondo con i dividendi Asm
Il gruppo indica anche una soluzione concreta: destinare per intero i 1,65 milioni di euro di dividendi Asm incassati dal Comune alla creazione di un fondo per calmierare l’aumento della Taric. Le risorse andrebbero in via prioritaria alle famiglie con redditi più bassi, ai nuclei numerosi e alle attività economiche locali più esposte. Il M5S chiede inoltre di ridurre strutturalmente i costi seguendo la direzione del nuovo Piano regionale, che punta su meno rifiuti prodotti, più riuso, riciclo e recupero di materia e meno residuo da smaltire o destinare al recupero energetico, senza caricare sulle bollette il costo di un nuovo inceneritore da oltre 250 milioni di euro.
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Adesso la colpa è della Giunta Latini? Benissimo, vediamo da qui a 2-3 anni con questi scienziati alla guida di questa pseudo regione quando diminuisce la TARIC. Il tempo scorre inesorabile per tutti e tutto ed è galantuomo. Ricordatevi questi post.
Grazie grazie e devo fare pure indifferenziata che ve stracechi.a voi tutti. Tutte in medicine
Quindi da quel che leggo dobbiamo ringraziare il sindaco Latini per aver fatto entrare Acea con regole a loro vantaggiose e la giunta Tesei per i conti del 2024!? E c’è chi li rimpiange! 🤣
Pensavano che Acea veniva a fare beneficenza sulla monnezza??? 😂😂😂 si chiama business non a a caso hanno dismesso il ramo energia per entrare nella spazzatura ….
Ringraziamo la Regione Umbria e le sue fantasiose politiche stile ‘volemose bene’, figlie di quell’immobilismo e di idee sballate tipiche dei 5 stelle che portano sempre allo stesso risultato: tasse e bollette alle stelle per i cittadini. Poi, ciliegina sulla torta, ci tocca pure ascoltare le solite ‘cagate’ e gli annunci a vuoto di Thomas e soci, bravissimi a promettere mari e monti ma buoni solo a scaricare i costi sulla pelle dei ternani. Un capolavoro di incompetenza!