Pastura: “Nei dati della rottamazione fiscale non sono chiari quelli del periodo Covid”

Il consigliere comunale di FdI chiede all'assessora Bordoni ulteriori approfondimenti

Dati incompleti, poiché mancano quelli del periodo del Covid. Torna in auge, sul piano politico, la questione della rottamazione delle cartelle esattoriali per il periodo dal 2020 al 2023, approvata dal Consiglio comunale in estate e pronta a essere applicata, con la possibilità per cittadini e aziende di estinguere eventuali debiti senza interessi, nè sanzioni. Ma il consigliere comunale di Fratelli d’Italia (nonché capogruppo) Roberto Pastura torna sui dati che, sempre in estate, l’assessora comunale Micaela Bordoni aveva annunciato proprio riguardo a questa rottamazione, facendo presente che entro settembre sarebbero stati disponibili. “Nella riunione del 6 ottobre con le associazioni di categoria – dice ora Pastura – sono stati prodotti numeri aggregati che non rispondono alla domanda posta da mesi, ossia quale intervento può permettersi il Comune per sostenere cittadini e imprese a regolarizzare i debiti maturati negli anni del Covid“.

Il periodo più difficile per famiglie e aziende

Oggi si sa che circa 3 milioni di euro di incassi previsti nel 2026 avrebbe un impatto rilevante per il bilancio, ma secondo Pastura il totale degli incassi non coincide automaticamente con il costo della misura. “Per stabilirlo – spiega – occorre individuare quali debiti sarebbero interessati, a quali annualità appartengano e quanto il Comune preveda effettivamente di riscuotere su quelle specifiche posizioni“. Il consigliere di opposizione concentra la sua attenzione sui dati del 2020 e 2021, cioè le due annate maggiormente interessate dalla pandemia. Ed è su questi che chiede una valutazione più approfondita, con dati distinti per annualità di riferimento, tipologie di tributo o altra entrata, quota capitale, sanzioni, interessi e maggiorazioni. “Parliamo degli anni – dice – in cui famiglie, lavoratori e imprese hanno affrontato un’emergenza senza precedenti. Attività sospese, ricavi venuti meno, incertezza persino su ciò che sarebbe accaduto il giorno successivo. In quel contesto, per molte persone e molte imprese anche il pagamento dei tributi è diventato una difficoltà concreta. Affrontare oggi quelle posizioni significa verificare se sia possibile favorire il pagamento del debito originario alleggerendo il peso degli accessori e salvaguardando gli equilibri dell’Ente“.

Redazione

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