Istituire a Narni una Consulta comunale per la sanità e per la promozione della salute. Un organismo che sappia mettere al centro le esigenze di salute dei cittadini narnesi e creare un ponte tra loro, i professionisti del settore sanitario e l’amministrazione comunale, creando uno spazio nel quale raccogliere segnalazioni, proposte e problematiche. E’ questo il senso della mozione presentata in Consiglio comunale dalla consigliera del Movimento 5 Stelle Arianna Antonini. Tra gli ambiti individuati ci sono l’accesso ai servizi sanitari, la medicina territoriale, la prevenzione e l’integrazione tra servizi sociali e sanitari. “La salute – dice la consigliera promotrice – è un diritto fondamentale e riguarda direttamente la qualità della vita della nostra comunità. Con questa mozione proponiamo di dotare Narni di uno strumento concreto di ascolto, partecipazione e confronto“.
Membri e regolamento
La mozione prende come riferimento anche alcune esperienze già sviluppate in altri Comuni umbri, e propone che Narni elabori un apposito regolamento per definire composizione, funzioni e modalità di funzionamento. Come spiega ancora Arianna Antonini, questa nuova consulta potrebbe diventare un luogo nel quale cittadini, associazioni, professionisti della salute e istituzioni possano dialogare in maniera strutturata e portare all’attenzione dell’amministrazione comunale le criticità e le esigenze che emergono quotidianamente sul territorio narnese. Avrebbe una funzione consultiva, propositiva e partecipativa e dovrebbe essere composta da rappresentanti istituzionali, associazioni, professionisti del settore e cittadini. “Conoscere meglio i bisogni del territorio – spiega l’esponente dei Pentastellati – significa poterli rappresentare con maggiore forza nelle sedi istituzionali e costruire un confronto più efficace con la Asl e con gli altri soggetti del sistema sanitario regionale“. Al sindaco e alla giunta comunale, la mozione chiede inoltre di promuovere la partecipazione attiva della cittadinanza e delle associazioni e di riferire periodicamente al Consiglio comunale sugli esiti dei lavori della Consulta e sulle criticità emerse. “Non vogliamo creare un organismo meramente formale – spiega Antonini – ma uno strumento che possa avere un rapporto concreto con il territorio. Per questo sarà fondamentale il contributo di cittadini, associazioni e professionisti“.
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