Gratteri a Narni: “L’alta sicurezza vera falla del sistema penitenziario” (VIDEO)

Il procuratore di Napoli Nicola Gratteri chiude l’undicesima edizione del Festival della Sociologia di Narni con un incontro sold out su mafie, legalità e diritto di abitare

Il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, Nicola Gratteri, ha chiuso il 10 ottobre a Narni l’undicesima edizione del Festival della Sociologia con un intervento davanti a una sala sold out. L’incontro, moderato dalla direttrice scientifica Sabina Curti, aveva per titolo “Abitare territori ai margini: dai diritti promessi ai diritti agiti tra mafie e legalità” e si è inserito nel tema dell’edizione, “Un ambiente per abitare. Spazi, Vite e Diritti”. Il magistrato ha parlato di infiltrazioni mafiose, disuguaglianze territoriali e del ruolo della politica nei contesti più fragili, con una forte partecipazione del pubblico, che ha rivolto numerose domande.

Gratteri a Narni: “Le mafie danno risposte”

Il confronto ha collegato il diritto di abitare alla legalità, toccando le infiltrazioni della criminalità organizzata nel sistema abitativo, la debolezza delle istituzioni e il divario tra territori. Gratteri ha descritto la situazione del Paese ricordando che “non esiste nessuna attività economica, sia essa lecita o illecita, a cui le mafie non siano interessate”.

Il procuratore ha poi richiamato l’attenzione sull’abbassamento dell’età di chi commette omicidi e ha spiegato perché, in alcune zone dell’Italia, le organizzazioni criminali trovino ancora terreno fertile tra i giovani. Sul rapporto tra mafie, politica e territorio ha dichiarato:

“Le mafie danno risposte e la politica non dà risposte. Il capo mafia è sul territorio 365 giorni l’anno, il politico sta sul territorio fino al giorno delle elezioni, poi sparisce, e magari qualche volta si fa vedere per qualche inaugurazione o evento. La politica non sta sul territorio, la politica è debole, la politica non riesce a dare risposte, la politica è povera. Il mafioso ha aziende, dà lavoro drogato, clientelare, sottopagato, lavoro in nero ma, in aree ad alta densità mafiosa, in aree povere, dà le risposte che la politica non riesce a dare. Quindi per i giovani che non sono accompagnati e guidati e vivono in una famiglia dove non si pratica l’onestà, è difficile non rimanere affascinati dalla mafia”.

Il dialogo è stato definito sincero e concreto: Gratteri non ha risparmiato critiche alla politica, alla scuola e alla famiglia. L’appuntamento ha voluto ribadire che legalità, integrità, onestà e giustizia sono condizioni essenziali per costruire comunità più libere e inclusive.

Il bilancio dell’undicesima edizione

Il Festival si è svolto il 9 e 10 ottobre e ha trasformato Narni in uno spazio diffuso di incontro e partecipazione, con ascoltatori arrivati anche da altre zone d’Italia. Studiosi, rappresentanti delle istituzioni, associazioni, studenti e cittadini hanno preso parte a un programma fatto di incontri, presentazioni editoriali, mostre e appuntamenti culturali.

Il 9 ottobre è intervenuto il sociologo palestinese Sari Hanafi, professore all’American University of Beirut ed ex presidente dell’International Sociological Association, con una riflessione su “Spazi sociali, dialogo e speranza”. Il suo contributo ha portato una prospettiva internazionale, sottolineando il valore della conoscenza per il dialogo tra culture in un contesto globale segnato da polarizzazioni. Secondo il programma, il ruolo della sociologia è quello di creare un ponte per mitigare i conflitti.

Il tema dell’abitare è stato declinato in più direzioni: diritto alla casa, gentrificazione ed edilizia popolare, rigenerazione delle periferie e welfare, politiche abitative per una società che invecchia, rapporto tra genere, cura e spazi del sapere, sostenibilità ambientale e nuove forme di cittadinanza digitale.

Giovani, scuole e collaborazioni con il territorio

Ampio spazio è stato dedicato a giovani e scuole, con approfondimenti su pandemia, inclusione, lavoro e rapporto tra città, social e consapevolezza ambientale. L’incontro “Città, piattaforme ed ecoliteracy giovanile: pratiche di cittadinanza eco-digitale” ha affrontato il legame tra informazione, ambiente e partecipazione. Sulle questioni di genere, il coro Le Musiquorum ha portato in scena “F – Mi sono alzata e sono uscita sola nella strada”, spettacolo dedicato alle donne che hanno rivendicato istruzione, libertà e riconoscimento.

Le dichiarazioni finali e la prossima edizione

Sabina Curti ha commentato: “Abbiamo chiuso proprio in questo momento l’undicesima edizione del Festival della Sociologia con la partecipazione del procuratore Nicola Gratteri, al quale abbiamo posto tutta una serie di questioni che erano emerse anche in questi giorni”. La direttrice scientifica ha aggiunto che l’edizione ha portato “a dei risultati molto importanti sul piano etico, sul piano politico e sul piano scientifico” e ha annunciato che il prossimo Festival si svolgerà “sicuramente la seconda settimana di ottobre”.

Il sindaco di Narni, Lorenzo Lucarelli, ha espresso soddisfazione: “Il festival rappresenta un momento prezioso per la nostra città e si rafforza sempre più, dopo undici edizioni, il binomio università e territorio”. Il primo cittadino ha concluso con “un apprezzamento particolare per la presenza di Nicola Gratteri che ha notevolmente impreziosito il confronto”.

Redazione

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