Acquedotto Ternano-Amerino, stop al progetto: ritirata l’istanza Paur

La società S.I.I. chiede la revoca dell'istanza autorizzativa per il collegamento dei pozzi Vn2-Vn3 al serbatoio di Terria. La Regione Umbria apre un tavolo con Ferentillo e Scheggino per valutare soluzioni alternative che tutelino l'approvvigionamento idrico e l'ecosistema della Valnerina.

Si ferma l’iter autorizzativo del progetto per il completamento dell’acquedotto del sistema Ternano-Amerino e il collegamento dei pozzi Vn2-Vn3 al serbatoio di Terria. Il gestore del servizio idrico S.I.I. Scpa ha chiesto la revoca dell’istanza relativa al Provvedimento autorizzatorio unico regionale (Paur), recependo la richiesta dell’Auri, formulata sulla base delle indicazioni contenute nella deliberazione della Giunta regionale dell’Umbria n. 1030 del 23 settembre 2026. La decisione apre una nuova fase di confronto sul futuro delle infrastrutture idriche della Valnerina, con l’avvio di un tavolo tecnico-politico che coinvolgerà anche i Comuni di Ferentillo e Scheggino.

L’obiettivo della Regione è individuare soluzioni progettuali alternative che consentano di rafforzare la sicurezza dell’approvvigionamento idropotabile senza compromettere gli equilibri ecologici e idrogeologici del territorio.

La richiesta di revoca arriva dopo le istanze avanzate dalle comunità locali e dal comitato ambientalista, che la Giunta regionale ha deciso di accogliere sollecitando il ritiro del procedimento.

Lo stop riguarda l’attuale percorso autorizzativo, non l’abbandono dell’obiettivo strategico di migliorare i collegamenti tra i sistemi acquedottistici umbri.

Ritirata l’istanza Paur per il collegamento dei pozzi Vn2-Vn3

Al centro della decisione c’è il progetto per il completamento dell’acquedotto Ternano-Amerino, che comprende il collegamento dei pozzi Vn2-Vn3 al serbatoio di Terria.

Per realizzare l’intervento era stata avviata una procedura di Provvedimento autorizzatorio unico regionale, lo strumento amministrativo attraverso il quale vengono valutate e coordinate le autorizzazioni necessarie per determinati progetti.

La società S.I.I. Scpa, gestore del servizio idrico interessato dall’intervento, ha ora presentato la richiesta di revoca dell’istanza, prendendo atto delle indicazioni dell’Auri e della Regione.

La scelta deriva dalla necessità, evidenziata dall’amministrazione regionale, di approfondire le possibili alternative prima di procedere con ulteriori decisioni sull’infrastruttura.

In particolare, la Regione intende valutare le diverse soluzioni in relazione sia alla continuità e alla sicurezza del servizio idrico sia alla tutela dell’ambiente.

Il territorio interessato presenta infatti caratteristiche ecologiche e idrogeologiche che richiedono, secondo l’impostazione della Giunta, un esame approfondito degli effetti delle opere previste.

La Regione Umbria accoglie le richieste del territorio

La decisione è stata assunta sulla base della Dgr n. 1030 del 23 settembre 2026, approvata dalla Giunta regionale su relazione dell’assessore all’Ambiente Thomas De Luca.

Con il provvedimento, l’esecutivo umbro ha accolto le istanze provenienti dal territorio, comprese quelle delle amministrazioni locali e del comitato ambientalista, sollecitando il ritiro della procedura autorizzativa.

La Regione ha ritenuto necessario riaprire il confronto sulle modalità di realizzazione dei collegamenti acquedottistici, considerando la disponibilità di possibili alternative al progetto finora esaminato.

La priorità resta garantire un sistema di approvvigionamento idrico affidabile e capace di rispondere alle necessità future.

Allo stesso tempo, l’amministrazione intende evitare che il potenziamento delle infrastrutture produca conseguenze non adeguatamente valutate sull’ecosistema della Valnerina.

Il nuovo percorso dovrà quindi tenere insieme le esigenze del servizio pubblico e quelle di protezione delle risorse naturali.

Thomas De Luca: «La resilienza idrica è una priorità irrinunciabile»

L’assessore regionale all’Ambiente, Thomas De Luca, ha commentato la decisione sottolineando il contributo delle istituzioni e del gestore del servizio idrico.

«Ringrazio la società S.I.I. Scpa, il presidente Paolo Silveri e l’amministratrice delegata Maria Grazia Costa, per aver accolto la richiesta di riaprire la discussione sulla necessità strategica di completare il collegamento tra i vari sistemi acquedottistici della Regione».

De Luca ha quindi ribadito l’importanza di rafforzare la capacità delle infrastrutture idriche di affrontare le difficoltà presenti e future.

«La resilienza idrica è una priorità irrinunciabile in questo momento storico per il presente e per il futuro».

L’assessore ha inoltre riconosciuto il ruolo svolto dall’Auri e dall’amministrazione comunale di Ferentillo nel percorso che ha portato alla revisione dell’iter.

«Un sentito ringraziamento anche al Presidente dell’Auri Andrea Sisti e al Sindaco di Ferentillo Sebastiano Torlini che hanno lavorato insieme alla Regione per ottenere questo importante risultato».

Le dichiarazioni confermano la volontà della Regione di proseguire nella pianificazione delle infrastrutture idriche, modificando però il percorso progettuale alla luce delle richieste espresse dalle comunità interessate.

Tavolo tecnico-politico con Ferentillo, Scheggino, Auri e S.I.I.

Contestualmente alla richiesta di revoca dell’istanza Paur, la deliberazione regionale ha previsto la costituzione di un tavolo tecnico-politico di confronto.

L’organismo sarà coordinato dall’assessore Thomas De Luca e comprenderà i rappresentanti della Direzione regionale competente, dei Comuni di Ferentillo e Scheggino, dell’Auri e del gestore S.I.I. Scpa.

Il compito del tavolo sarà esaminare le possibili soluzioni strutturali e infrastrutturali alternative per il sistema acquedottistico.

Il confronto dovrà consentire di valutare progetti condivisi, verificandone la capacità di rispondere alle esigenze della rete idrica e di garantire un’adeguata tutela ambientale.

La partecipazione dei Comuni rappresenta uno degli elementi centrali del nuovo percorso, perché permette alle amministrazioni direttamente interessate di contribuire alle valutazioni tecniche e alle decisioni sul futuro degli interventi.

La Regione punta così a definire una soluzione che tenga conto delle caratteristiche del territorio e delle necessità delle comunità locali.

Sicurezza dell’acqua e tutela idrogeologica della Valnerina

La revisione del progetto mette al centro due esigenze: garantire la sicurezza dell’approvvigionamento idropotabile e salvaguardare l’ecosistema idrogeologico della Valnerina.

Il completamento dei collegamenti tra i diversi sistemi acquedottistici regionali rimane un obiettivo indicato come strategico dalla Regione.

L’integrazione delle reti può infatti rappresentare uno strumento per migliorare la gestione delle risorse idriche e la capacità di risposta a eventuali criticità nell’approvvigionamento.

Nel caso del sistema Ternano-Amerino, tuttavia, l’amministrazione regionale ha deciso di subordinare le successive scelte a una valutazione più approfondita delle alternative disponibili.

La richiesta di revoca dell’istanza Paur interrompe quindi il procedimento relativo all’attuale proposta progettuale, mentre il nuovo tavolo sarà chiamato a individuare possibili interventi differenti.

Non sono stati ancora indicati un calendario dei lavori del tavolo né una data per la presentazione delle soluzioni alternative.

Le prossime valutazioni coinvolgeranno Regione, amministrazioni comunali, Auri e S.I.I., con l’obiettivo di definire un percorso condiviso per il futuro dell’approvvigionamento idrico nel territorio della Valnerina e del sistema Ternano-Amerino.

Redazione

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