Rifondazione polemica con Paparelli: “Non ci vuole nella coalizione progressista? Dia un’occhiata alle nostre proposte”

Il Prc ternano: "Serve un'alleanza larga per battere Bandecchi, la destra e Vannacci"

La sinistra, a Terni, c’è e non chiederà ai Renziani il permesso di farne parte. Polemica, Rifondazione comunista (nella foto il segretario provinciale Lorenzo Carletti), nei confronti di Fabio Paparelli, leader provinciale di Italia Viva, il quale non aveva affatto nascosto perplessità per l’ingresso di Rifondazione Comunista nella futura coalizione progressista, paventando un eccessivo sbilanciamento a sinistra da parte della stessa. Il Prc gli risponde: “Paparelli sostiene che la presenza di Rifondazione allontanerebbe commercianti, professionisti, piccoli imprenditori, lavoratori autonomi, giovani e famiglie. Forse dovrebbe leggere le nostre proposte. Noi parliamo proprio a chi apre ogni mattina una bottega, lavora con una piccola partita Iva senza tutele, paga affitti e bollette insostenibili, aspetta mesi per una visita o lascia Terni perché qui non trova opportunità. Non confondiamo il piccolo commerciante con il grande capitale, il lavoratore autonomo con Confindustria e l’efficienza dei servizi con la loro privatizzazione“.

Spostare l’asse

Rifondazione comunista afferma di volere una coalizione larga, laddove larga non significa neutrale, indistinta o senza una direzione politica. “Per battere Bandecchi e il centrodestra, e impedire alla destra estrema che si riconosce in Vannacci di entrare in Consiglio comunale – afferma – non basterà mettere insieme qualche simbolo. Servirà un’alternativa forte e riconoscibile, capace di scegliere quali interessi rappresentare e quale città costruire. Paparelli propone le ‘primarie delle idee’? Benissimo. Lo inviteremo all’attivo del 24 ottobre. Potrà ascoltare le nostre proposte e spiegare quale consideri incompatibile con il futuro campo progressista: la sanità pubblica, il lavoro stabile, il diritto alla casa, il sostegno alle piccole attività o la giustizia sociale“. Rifondazione aggiunge poi di non chiedere poltrone, né ruoli ornamentali, ma di portare contenuti, presenza nei territori e la proposta chiara di unire il campo progressista e spostarne l’asse a sinistra. “Perché l’unità senza una direzione – spiegano dal Prc – è soltanto una somma di sigle. E se questa direzione disturba Casa Riformista, allora il problema non è l’allargamento della futura coalizione. Il problema, per loro, è la sinistra“. Poi, ancora in riferimento a Paparelli: “Gli riconosciamo una lunga esperienza e un consenso personale raccolto in passato dentro il Partito democratico, quando era vicepresidente di una giunta regionale la cui stagione si concluse anticipatamente e consegnò poi l’Umbria al centrodestra. Ma il consenso di ieri non è una rendita politica permanente e non si trasferisce automaticamente dal Pd a Casa riformista. Una cosa è il peso avuto allora dentro un grande partito, un’altra è quello che la sua nuova formazione deve ancora dimostrare autonomamente a Terni“.

Redazione

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3 ore fa

Bestie umane incivili tutti i comunisti sono come loro.

Commento da Facebook
4 ore fa

ERA MEGLIO SE STAVA ZITTO PAPARELLI

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