I gruppi di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Udc di Terni chiedono le dimissioni del sindaco Stefano Bandecchi in una nota congiunta diffusa dopo la crisi politica emersa ufficialmente sabato 17 ottobre. Il documento con cui quattro consiglieri di “Con Bandecchi per Terni” hanno annunciato la revoca della fiducia a sindaco e giunta, passando all’opposizione, è il punto di partenza dell’intervento. Per i quattro partiti di centrodestra, la proposta politica del primo cittadino ha esaurito la propria spinta e a pagare il prezzo delle tensioni a Palazzo Spada è l’intera città.
“Liberi Terni rassegnando le dimissioni”
Il passaggio più netto della nota è la richiesta rivolta direttamente al sindaco. “La sua proposta politica ha esaurito la propria spinta pertanto liberi Terni rassegnando le dimissioni”, scrivono i gruppi. Secondo i firmatari, la rottura con altri quattro consiglieri “consegna alla città una fotografia che ormai non ha bisogno di spiegazioni”.
La nota ripercorre le tappe che hanno segnato la maggioranza: le dimissioni di diversi assessori, l’uscita di consiglieri, l’azzeramento della giunta e i rimpasti. Con il passaggio all’opposizione di “Con Bandecchi per Terni”, osservano i partiti, il quadro si completa. E aggiungono: “Doveva cambiare Terni, continua a cambiare quelli che gli stanno intorno”.
“Il conto lo paga tutta la città”
I gruppi di centrodestra precisano di non voler festeggiare le difficoltà della maggioranza. Il problema, si legge, è che quando un’amministrazione consuma le proprie energie nelle liti, “il conto lo paga tutta la città, anche chi non l’ha votata”. Da qui l’affermazione secondo cui “il tempo delle attese è finito” e “Terni deve svegliarsi”.
Le promesse della campagna elettorale
Larga parte del documento è dedicata al confronto tra gli annunci iniziali e i risultati. La promessa, ricordano i firmatari, era una rivoluzione, un metodo nuovo, la capacità imprenditoriale messa al servizio della città e risultati che avrebbero lasciato tutti “a bocca aperta”. Si evocava persino Dubai. A distanza di oltre tre anni, però, “sarebbe già un risultato riuscire a far convivere Palazzo Spada con la propria maggioranza”.
Il metodo dell’attesa e la ricerca del colpevole
Le critiche si estendono allo stile di governo. Secondo la nota, ogni volta viene chiesto di attendere la prossima decisione, il prossimo progetto o la prossima squadra, e ogni volta qualcuno diventa il responsabile di ciò che non funziona: assessori, consiglieri, uffici, avversari. Per i quattro partiti, “la pazienza dei ternani” non può diventare “il programma di governo”.
Il dibattito pubblico, aggiungono, resta occupato “dall’ennesima rottura, dall’ennesima provocazione, dall’ennesimo regolamento di conti”.
Pacificare e unire la città
Dalla critica la nota passa alla prospettiva. Secondo i gruppi, ora bisogna lavorare per pacificare Terni, unirla e rimetterla sui binari del lavoro, perché “già troppo tempo è stato perso”. Il documento sostiene che la città abbia “energie, competenze e persone” che meritano di essere coinvolte.
La responsabilità dell’opposizione
Il comunicato si chiude con un impegno rivolto alla stessa area politica dei firmatari. “Anche noi abbiamo una responsabilità”, scrivono i gruppi: trasformare la critica in una proposta credibile, capace di raccogliere le energie del territorio e di dare alla città una direzione.
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