Crisi a Palazzo Spada, Patto Avanti: “Al voto subito”. Rifondazione: “Cambiare”

Dopo la revoca della fiducia da parte di quattro consiglieri di maggioranza, i partiti del Patto Avanti, con Rifondazione Comunista, chiedono al sindaco di lasciare e di restituire la parola agli elettori. Intanto la sinistra annuncia un attivo pubblico per sabato 24 ottobre.

Il Patto Avanti chiede le dimissioni del sindaco di Terni Stefano Bandecchi. La richiesta arriva dopo che quattro consiglieri eletti nelle file della maggioranza hanno revocato la fiducia al primo cittadino e alla Giunta. In una nota, le forze politiche del Patto sostengono che l’amministrazione abbia perso la propria base politica e che la strada da seguire siano le elezioni anticipate. Secondo i firmatari, la crisi di maggioranza non è più un episodio di tensione interna, ma mette in discussione la tenuta del governo cittadino.

Le richieste al sindaco

I partiti chiedono a Bandecchi di chiarire se disponga ancora di una maggioranza consiliare e su quale programma intenda continuare a governare. Il Patto Avanti giudica inaccettabile che Terni resti sospesa tra rimpasti, trattative e dichiarazioni quotidiane, mentre i problemi della città restano in attesa di risposte. La nota parla di un progetto politico che mostrava da tempo le sue fragilità e sostiene che il sindaco avrebbe dovuto prenderne atto prima. Secondo i firmatari, si sarebbero evitati mesi di instabilità e di scontri interni.

Il bilancio che il Patto Avanti traccia dell’esperienza amministrativa è quello di una città che ha perso tempo. Terni, affermano i partiti, avrebbe bisogno di un’amministrazione concentrata sui problemi dei cittadini e non sulle proprie crisi. Senza una maggioranza, il sindaco dovrebbe trarne le conseguenze e rassegnare le dimissioni.

I nodi irrisolti della città

Nella nota sono elencate le questioni sulle quali, secondo i firmatari, si misura la capacità di governo:

  • sanità pubblica e liste d’attesa;
  • lavoro e futuro industriale del territorio;
  • qualità dell’aria;
  • servizi sociali;
  • rete del gas;
  • gestione delle società partecipate.

Per il Patto Avanti, l’efficacia di un’amministrazione si valuta su questi temi e non sul numero di accordi raggiunti nei palazzi della politica.

Il distinguo di Rifondazione Comunista

Rifondazione Comunista precisa che la crisi dell’amministrazione Bandecchi non basta, da sola, a risolvere i problemi di Terni. Un eventuale ritorno alle urne aprirebbe il confronto tra progetti politici differenti. Tra questi la nota cita il centrodestra e l’area del generale Vannacci, alla quale fa riferimento Orlando Masselli. Il partito chiarisce che il confronto con queste prospettive riguarda le scelte concrete su diritti, servizi pubblici, lavoro, ambiente e partecipazione democratica. La nota lo riassume così: «Non basta cambiare chi governa, se non cambia ciò che viene fatto per la città».

L’attivo pubblico del 24 ottobre

Alla luce della situazione, le forze della sinistra e democratiche vogliono rafforzare il percorso di confronto già avviato. L’intenzione è allargarlo ai sindacati, alle parti sociali, alle associazioni e ai cittadini. Il percorso, spiegano, dovrà mettere al centro contenuti, priorità e una visione condivisa del futuro di Terni, senza partire dai nomi o dalla distribuzione degli incarichi.

In questo quadro sabato 24 ottobre Rifondazione Comunista promuove un attivo pubblico. L’incontro è aperto a iscritti, simpatizzanti, forze politiche e parti sociali. L’obiettivo è discutere le priorità e le prospettive della città e dell’intero territorio provinciale. Il comunicato è firmato dalla Federazione provinciale di Terni del Partito della Rifondazione Comunista, che sottolinea come la crisi politica sia già aperta e come il confronto sul futuro di Terni sia già iniziato.

Redazione

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