Querelle Ap-FdI, Federighi: “Noi esclusi da tutti i tavoli decisionali”

Raffaello Federighi spiega le ragioni della fine della collaborazione tra Alternativa Popolare e il centrodestra, lanciando un appello al dialogo e alla costruzione di ponti.

Raffaello Federighi, vicepresidente del consiglio comunale di Terni e figura di rilievo in Alternativa Popolare, interviene nuovamente sulla rottura con Fratelli d’Italia e il centrodestra, ribadendo l’importanza di superare divisioni e personalismi.

“Recentemente Stefano Bandecchi, come segretario nazionale di Alternativa Popolare, ha dichiarato che la collaborazione con la coalizione di centrodestra si è conclusa. Leggo interventi di esponenti politici di detta coalizione, alcuni intelligenti, altri francamente discutibili, per tale motivo ritengo utile tentare di fare chiarezza”, ha affermato Federighi.

Secondo il vicepresidente, l’ingresso di Alternativa Popolare nella coalizione aveva come obiettivo principale quello di contribuire alla vittoria del centrodestra nelle elezioni regionali di Liguria, Emilia Romagna e Umbria, puntando a un’alleanza solida e duratura. “I fatti ci dicono che, nel primo caso, la collaborazione è stata positiva, nel secondo non c’è mai stata possibilità di competere, mentre nel terzo i risultati, per tutti, sono stati al di sotto delle aspettative”, ha sottolineato.

Federighi ha poi evidenziato come, dopo queste tornate elettorali, la coalizione abbia scelto di escludere gli esponenti di Alternativa Popolare dai tavoli decisionali, sia a livello locale che nazionale. Tale comportamento ha portato Bandecchi a prendere atto della situazione e a trarne le inevitabili conclusioni.

“Questa è la ricostruzione dei fatti, al netto di fantasiosi personalismi da parte di personaggi alla disperata ricerca dei famosi cinque minuti di notorietà”, ha dichiarato con fermezza Federighi.Il vicepresidente ha poi ribadito l’identità politica di Alternativa Popolare, descrivendola come una forza moderata e di centro, con una chiara matrice europeista e orientata verso destra. “Siamo un partito di centro che guarda a destra, in antitesi ai temi fondanti della sinistra. Chi pensa diversamente, lo fa senza di me”, ha affermato, precisando che la critica costruttiva alle istituzioni comunitarie e il sostegno a un credibile esercito europeo sono parte integrante della visione del partito.

Tra i temi chiave, Federighi ha elencato l’autonomia energetica, il libero mercato temperato da politiche sociali e l’impegno per non lasciare indietro nessuno, specialmente i più fragili. Questi elementi, ha sostenuto, dovrebbero far parte della genetica di ogni forza di centrodestra, prendendo le distanze “dalle follie della globalizzazione e dai concetti populisti”.

Riflettendo sulle vicende locali, Federighi ha criticato l’approccio politico che ha portato alla sconfitta del centrodestra in Umbria. “A Terni, la vittoria di Alternativa Popolare è stata facilitata dal suicidio politico del centrodestra, che non ha ricandidato l’uscente sindaco Latini né accettato la candidatura unitaria di Stefano Bandecchi”, ha osservato.

Lo stesso errore si sarebbe ripetuto nelle elezioni comunali di Perugia e nelle regionali, con esiti disastrosi. “Mi stupisco che molti dei responsabili di queste sconfitte siano ancora ai loro posti”, ha commentato Federighi, sottolineando l’urgenza di un cambio di approccio.

Nonostante le divergenze, Federighi si è detto ottimista e aperto al dialogo: “La politica non dovrebbe prevedere muri, bensì ponti. Essa si fa con le idee, la capacità e la dedizione, non con i risentimenti”. Ha inoltre invitato le forze di centrodestra a una riflessione comune per evitare di consegnare le istituzioni a una sinistra che ha già dimostrato i propri limiti.

“Abbiamo commesso errori, ma possiamo trasformare le battute d’arresto in opportunità per nuovi inizi”, ha concluso Federighi, sottolineando che l’obiettivo ultimo deve essere quello di migliorare la vita dei cittadini.

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