Appalti, anche Fenapi con Confartigianato: “Garantire la sicurezza con gare che tutelino le filiere”

Anche l'associazione che a Terni fa capo all'ex assessore Nichinonni interviene nel dibattito sul massimo ribasso: "La fretta nell’esecuzione dei lavori e l’impiego di materiali scadenti, inoltre, non fanno che generare ulteriori costi per la collettività"

Nel botta  e risposta fra Confartigianato e Comune di Terni sugli appalti si inserisce la Fenapi, Federazione Nazionale Piccole Imprese, il cui referente su Terni è l’ex assessore della giunta Bandecchi Lucio Nichinonni

In una nota, La Fenapi, si accoda al comunicato di Confartigianato: “Le politiche seguite negli appalti del Comune di Terni e dai propri enti partecipati prescindono dalla finalità di promuovere il lavoro e lo sviluppo delle PMI del territorio, quando non la ostacolano direttamente”, sottolinea l’associazione

Fenapi aggiunge: “Sono le aziende locali e i loro dipendenti a meritare e chiedere rispetto, non il Comune. Quali condizioni contrattuali possono essere garantite ai lavoratori quando il margine di utile degli appalti viene eroso da un eccesso di ribasso? Vogliamo veramente un esercito di lavoratori “sfruttati” solamente per garantire la “sopravvivenza” aziendale, o costretti a turni straordinari (mal retribuiti) per garantire il servizio? O, magari, aziende in regola con il DURC costrette infine a non pagare le tasse per difficoltà finanziarie?”

L?associazione di categoria ricorda che “più sono stretti i margini lordi, maggiori saranno i rischi di inadeguati investimenti in sicurezza sul lavoro, macchinari e misure antinfortunistiche. Per questo, da sempre, Fenapi  ritiene che la priorità sia prevenire, piuttosto che partecipare poi a eventi causati da gravi negligenze in tema sicurezza per ragioni economiche generate da appalti pubblici.”

Al centro ovviamente, la sicurezza sul lavoro, che con gli appalti al ribasso non è ovviamente sempre garantita: “Se davvero si crede nella tutela della vita dei lavoratori e nella sicurezza sul lavoro, allora si agisca a monte, impostando procedure di gara che rendano possibile una retribuzione equa e una filiera responsabile, capace di prevenire infortuni anziché rincorrere le emergenze – ricorda l’associazione- La fretta nell’esecuzione dei lavori e l’impiego di materiali scadenti, inoltre, non fanno che generare ulteriori costi per la collettività, che si troverà poi a dover sanare interventi mal realizzati con altro denaro pubblico”

Un quadro, quello descritto da Fenapi, che fa il paio con la crisi delle Pmi, coincisa con l’arrivo di Arvedi nel polo siderurgico ed il costante depauperamento del territorio: “Quando vengono  colpiti gli interessi delle filiere imprese locali, il nostro silenzio non è più possibile”, conclude Fenapi

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