M5S chiede che Terni riconosca lo stato della Palestina e aderisca a sanzioni per Israele: Comune dice no

Il consigliere Claudio Fiorelli chiede l’impegno del Comune per la pace in Medio Oriente, ispirandosi allo Statuto comunale e al recente esempio di Perugia

Il Movimento 5 Stelle di Terni lancia un appello al Comune affinché si faccia promotore, a livello istituzionale, di una posizione chiara e netta sul conflitto israelo-palestinese. Durante l’ultima seduta del consiglio comunale, il consigliere Claudio Fiorelli ha presentato una mozione per il riconoscimento dello Stato di Palestina, la tutela dei diritti umani nei territori occupati e lo stop alla vendita di armi italiane a Israele.

«Il riconoscimento dello Stato di Palestina è un passo fondamentale per la realizzazione della soluzione “due popoli, due Stati”, promuovendo una pace giusta e duratura nella regione», si legge nel testo della mozione. Fiorelli chiede all’amministrazione comunale di impegnarsi «a farsi promotrice, nelle sedi istituzionali opportune come il Governo italiano e l’ANCI, del riconoscimento della Palestina quale Stato sovrano e democratico».

L’atto include inoltre una richiesta di sospensione immediata delle autorizzazioni alla vendita di armi a Israele rilasciate prima dell’8 ottobre 2023, data di inizio del conflitto armato in corso. «La vendita di armi da parte dell’Italia rischia di contribuire alle violazioni del diritto internazionale umanitario, in contrasto con i principi costituzionali e gli obblighi internazionali del nostro Paese», ha dichiarato il consigliere M5S.

L’atto d’indirizzo chiama in causa direttamente il sindaco e la giunta, chiedendo di sostenere «ogni iniziativa volta a esigere la liberazione incondizionata degli ostaggi israeliani ancora nelle mani di Hamas» e, al tempo stesso, di condannare con fermezza l’attacco alla popolazione civile di Gaza. «Registriamo una chiara e crescente esigenza etica e morale di agire per fermare lo sterminio, la fame e la sofferenza del popolo palestinese», si legge nel documento, che ricorda anche la manifestazione nazionale del 7 giugno a Roma.

La mozione fa riferimento a diverse denunce da parte delle organizzazioni internazionali. «Amnesty International e Human Rights Watch hanno evidenziato violazioni del diritto umanitario da parte di entrambe le parti, con particolare attenzione all’uso sproporzionato della forza e al blocco degli aiuti da parte di Israele», ha spiegato Fiorelli. Il consigliere ha inoltre ricordato come, il 21 novembre 2024, la Corte Penale Internazionale abbia emesso mandati d’arresto per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e l’ex ministro della Difesa Yoav Gallant, accusandoli di crimini di guerra e contro l’umanità, tra cui “l’uso della fame come arma”.

Un passaggio significativo riguarda l’articolo 2, comma 16 dello Statuto comunale di Terni, che impegna l’amministrazione a “promuovere la cultura della pace e dell’amicizia tra i popoli”. «Questo atto va esattamente in quella direzione, nel rispetto della nostra tradizione e dell’identità pacifista dell’Umbria», ha aggiunto Fiorelli, facendo riferimento anche all’esempio del Consiglio comunale di Perugia, che ha recentemente approvato un documento simile.

La mozione chiede infine che il Comune di Terni si schieri, in sede europea, a favore di sanzioni nei confronti del governo israeliano, per le sue reiterate violazioni del diritto internazionale. «Condanniamo fermamente ciò che sta accadendo nella Striscia di Gaza – conclude Fiorelli – e sosteniamo ogni iniziativa utile a fermare questa tragedia umanitaria».

Il Consiglio Comunale ha respinto l’atto on 16 voti contrari, 5 favorevoli e 5 astenuti.

Il Partito Democratico, per voce del capogruppo Emidio Mattia Gubbiotti, ha sottolineato l’importanza di non rimanere in silenzio: «È doveroso parlarne in un’assemblea come questa, nel solco della nostra tradizione pacifista. Questo è il minimo che possiamo fare». Il tono dell’intervento mirava a evidenziare una responsabilità morale e politica nel prendere posizione rispetto al conflitto in corso.

A esprimere un punto di vista più articolato è stato il sindaco Stefano Bandecchi, che ha riconosciuto la gravità dell’azione militare israeliana, definendola «troppo prepotente», e ha invitato a una riflessione collettiva: «L’unica cosa che condivido è l’obbligo e la necessità di dire tutti insieme che la tutela dei diritti umani nei territori palestinesi va mantenuta».

Nel suo intervento, Bandecchi ha anche tracciato un excursus storico, ricordando che «il 14 marzo 1948 il mondo permette a coloro che hanno una religione ebraica di crearsi uno Stato, fondato su un territorio da sempre appartenente ai palestinesi». Tuttavia, ha aggiunto che oggi non se la sente di riconoscere formalmente lo Stato di Palestina: «Non voglio alimentare ulteriore confusione o rischi di conflitto globale. Oggi quello è, di fatto, lo Stato di Hamas, e questo è inaccettabile».

Il sindaco ha poi fatto un riferimento diretto al ruolo dell’Italia e dell’Occidente nel contesto internazionale, dichiarando: «Devo difendere il mio essere occidentale. Israele è mio alleato e devo dirgli ‘fermati’».

Un’opinione simile è stata espressa anche da Marco Celestino Cecconi (Fratelli d’Italia), che ha sottolineato l’inesistenza giuridica di uno Stato palestinese: «Ad oggi non esiste lo Stato di Palestina. Esistono soggetti diversi che governano due pezzi di territori. È difficile riconoscere qualcosa che non c’è».

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7 mesi fa

Non Rompete Le Palle e pensate a Risolvere i problemi che già Sono a Terni

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7 mesi fa

Che c’entra Terni?

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7 mesi fa

Per riconoscere uno stato bisogna avere un popolo, un territorio e una sovranità, la Palestina ha questi requisiti?

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7 mesi fa

Ma Non Rompete le palle , pensate a Risolvere i Problemi che sono A Terni

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