Alleanza per l’Umbria riformista in rampa di lancio: “Nuovi spazi al di là dei poli”

Il segretario di Azione Calenda ospite ad Orvieto della nuova associazione. "C'è bisogno di costruire una proposta che a partire da una visione condivisa, moderna ed europea dell’Umbria, affronti in maniera pragmatica le questioni più rilevanti che bloccano lo sviluppo della regione”.

carlo calenda

“La sfida che abbiamo oggi di fronte riguarda il destino della democrazia e il futuro dell’Europa; è questo quello che mi sento di dire ai giovani negli incontri presso le Università italiane”. Reduce dal successo dell’incontro nell’Ateneo perugino, Carlo Calenda, leader di Azione ha concluso ad Orvieto in un’affollata sala etrusca di Palazzo del Popolo la manifestazione dell’Alleanza per l’Umbria riformista  che presentava il suo manifesto fondativo.

da sinistra: Pennoni, Calenda, Barbabella e Sciarrini
da sinistra: Pennoni, Calenda, Barbabella e Sciarrini

Superare il bipolarismo

Nella sua introduzione Franco Barbabella ha spiegato le ragioni dell’incontro a partire dalla necessità di superare un bipolarismo “caratterizzato da uno scontro ideologico permanente che, anche in Umbria, non può nascondere la mancanza di visioni condivise. In fondo la questione centrale del ceto medio, pesantemente indebolito dalle politiche nazionali e dalla recente manovra della giunta Proietti, giustificata da numeri di bilancio poi rivelatisi del tutto aleatori. Per questo c’è bisogno di costruire una proposta che a partire da una visione condivisa, moderna ed europea dell’Umbria, affronti in maniera pragmatica le questioni più rilevanti che bloccano lo sviluppo della regione”.

Michele Pennoni, segretario di Azione Terni, ha spiegato le ragioni per cui “è necessario lavorare insieme a diversi soggetti della società regionale e alle forze civiche per costruire in Umbria un’area politica riconoscibile e alternativa alla destra e alla sinistra che tendono sempre più a radicalizzare le loro posizioni”.

Gli altri interventi

A seguire, gli interventi dei relatori. Il primo è stato Stefano Moretti, già assessore regionale e Presidente della Provincia di Terni, ha efficacemente rappresentato le ragioni e l’urgenza di un ripensamento complessivo della rete ospedaliera regionale proponendo l’integrazione del nosocomio orvietano con l’azienda ternana.

A seguire Paolo Cianfoni, del direttivo nazionale e regionale del Partito Liberal Democratico , candidato sindaco a Terni alle ultime amministrative e  consigliere comunale di Stroncone, ha rappresentato le criticità della chiusura del ciclo dei rifiuti dopo la decisione della Giunta regionale di non realizzare il termovalorizzatore, la scelta di affidarsi ad una aleatoria tecnologia sperimentale e il rischio concreto della deroga al mantenimento delle discariche in Umbria.

Giovanni Codovini, già consigliere comunale di Umbertide, già coordinatore perugino di Orizzonti Liberali e promotore dellAlleanza per l’Umbria Riformista, ha condotto un’interessante rassegna delle difficoltà economiche della regione dal punti di vista della produzione industriale di cui la ZES rappresenta una sorta di certificazione ufficiale, proponendo di puntare sul valore competitivo dei distretti e dei cluster, sia quelli esistenti che quelli emergenti.

Gianluigi Maravalle, Sindaco di Ficulle, in rappresentanza dei numerosi amministratori locali presenti, ha fotografato la situazione dei piccoli comuni della regione e delle loro difficoltà di rispondere alle richieste dei cittadini di fronte alle sfide determinate dallo spopolamento e invecchiamento della popolazione; per questo ha segnalato l’urgenza di un nuovo assetto dei comuni e l’utilizzazione degli strumenti di unione, aggregazione o associazione dei piccoli comuni in territori omogenei, in grado di garantirela cogestione dei servizi e beni comuni.

Infine Marco Sciarrini, già consigliere provinciale,  capolista di Alleanza degli Innovatori all ultime amministrative ed attivo nel mondo dell’associazionismo civile a Terni (fra l’altro con l’associazione Io sono una persona per Bene), ha descritto il profilo della crisi del regionalismo centralistico umbro, reclamando, attraverso una legislatura costituente e una nuova legge elettorale che rappresenti tutti i territori dell’Umbria, un autentico rovesciamento della piramide attraverso il ruolo delle aree omogenee; l’Umbria è, infatti, parte della più profonda crisi dell’Italia centrale, un territorio marginalizzato che deve trovare nuovo slancio nella sua capacità di rappresentare una cerniera geografica crucuale tra nord e sud, tra Tirreno e Adriatico.

Incontro Alleanza per l'Umbria riformista

Le parole di Calenda

Nelle sue conclusioni Carlo Calenda si è complimentato per il contributo importante che è emerso nell’incontro di Orvieto chiamando tutti a tenere alta l’attenzione rispetto alle crisi internazionali che minano i fondamenti democratici dell’Occidente e invitando ad un impegno ideale ma concreto che offra un’opzione reale ed autorevole a tutti coloro i quali non si rassegnano a scegliere tra due poli incapaci di affrontare le sfide in Italia, in Europa e nel mondo.

 

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