Il consigliere comunale di Ap e componente del Consiglio delle Autonomie Locali Claudio Batini interviene sulle politiche ambientali della Regione Umbria e chiede chiarimenti alla Giunta guidata da Stefania Proietti e all’assessore all’Ambiente Thomas De Luca. Al centro della presa di posizione ci sono i possibili effetti economici della transizione ecologica su famiglie, Comuni e imprese umbre. Batini solleva quattro questioni riguardanti Tari, costi degli impianti, gestione delle discariche, rifiuti industriali e procedure amministrative, sostenendo che eventuali nuove misure ambientali non debbano tradursi in ulteriori aumenti per cittadini e aziende.
“Tra favole ‘green’ e burocrazia dorata, il rischio è che a pagare siano sempre i soliti: le famiglie e le imprese umbre”, afferma Batini.
Il consigliere sostiene che il tema della transizione ecologica debba essere affrontato con attenzione agli effetti concreti sulle comunità locali e sul sistema produttivo regionale.
“A forza di sentire parlare di transizione ecologica e rivoluzioni ambientali, il dubbio sorge spontaneo e vogliamo porlo pubblicamente prima che sia troppo tardi”, dichiara.
La prima questione posta riguarda la Tari e i costi della gestione dei rifiuti. Batini chiede se eventuali aumenti dell’Ecotassa e nuovi oneri collegati agli impianti possano incidere sulle tariffe pagate dai cittadini e dai Comuni.
“L’aumento dell’Ecotassa e i nuovi balzelli sugli impianti finiranno per far schizzare alle stelle la TARI per i cittadini e i Comuni?”, domanda il consigliere.
Un secondo punto riguarda il ruolo delle discariche nella programmazione futura dei rifiuti. Batini solleva il tema della sostenibilità del modello attuale e chiede se la Regione intenda ancora puntare sul conferimento in discarica come strumento per sostenere economicamente il sistema.
“Per far quadrare i conti dei prossimi anni, la Regione punta ancora sul riempimento continuativo delle discariche per fare cassa?”, afferma.
La terza criticità indicata riguarda il rapporto tra politiche ambientali e attività produttive. Secondo Batini, eventuali aumenti dei costi per lo smaltimento degli scarti industriali potrebbero creare difficoltà alle imprese umbre se non accompagnati da una rete adeguata di impianti di riciclo.
“Si pensa davvero di stangare gli scarti industriali del territorio prima ancora di aver realizzato veri impianti di riciclo, azzoppando le nostre aziende?”, chiede il consigliere.
Il rapporto tra tutela ambientale e competitività economica è quindi uno degli aspetti centrali della critica di Batini, che richiama la necessità di evitare interventi capaci, secondo la sua posizione, di aumentare gli oneri a carico del sistema produttivo.
Il quarto tema sollevato riguarda invece il funzionamento amministrativo della pianificazione ambientale. Batini critica il possibile aumento di organismi di confronto e tavoli tecnici, sostenendo che il rischio potrebbe essere quello di rallentare le decisioni.
“Con il solito moltiplicarsi di consulte e tavoli tecnici, l’unico risultato sarà innescare guerre tra Comuni vicini e bloccare ogni decisione operativa?”, afferma.
Secondo il consigliere di Ap, la discussione sulle politiche ambientali regionali dovrebbe quindi essere accompagnata da indicazioni chiare sugli effetti economici e organizzativi.
“Noi non aspettiamo che i giochi siano chiusi nelle stanze del palazzo. Mettiamo le mani avanti oggi”, dichiara Batini.
La richiesta avanzata è quella di un confronto preventivo sulle scelte che riguarderanno il settore dei rifiuti e della sostenibilità ambientale, con particolare attenzione alle conseguenze per cittadini, amministrazioni locali e imprese.
“Perché i cittadini sono stanchi di scelte calate dall’alto che finiscono sempre nello stesso modo: le tasche degli umbri svuotate e la burocrazia che ingrassa”, conclude il consigliere.
La presa di posizione di Batini si inserisce dunque nel dibattito regionale sulle politiche ambientali e sulla gestione del ciclo dei rifiuti, con l’opposizione che chiede alla Giunta chiarimenti sugli strumenti previsti e sugli impatti economici delle future decisioni.
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La tassa sui rifiuti (nota in Italia come TARI) è stabilita e riscossa dal Comune. Non è decisa né dalla Regione né dalla Provincia. Il Comune fissa le tariffe ogni anno con una delibera del Consiglio comunale, basandosi sui costi effettivi del servizio di raccolta e smaltimento.