Rifiuti in Umbria, Batini: «Terni rischia un polo da 130mila tonnellate»

Il polo di trattamento rifiuti a Terni è al centro delle critiche di Claudio Batini, consigliere di Ap, che contesta la revisione del Piano regionale e l’ipotesi di concentrare a Maratta 130mila tonnellate di rifiuti all’anno.

Terni potrebbe diventare il principale polo di trattamento dei rifiuti dell’Umbria. È l’allarme lanciato da Claudio Batini, consigliere regionale di Ap, che esprime la propria contrarietà alla proposta di revisione del Piano regionale dei rifiuti. Secondo la sua analisi, il sito di Maratta sarebbe l’unico impianto umbro in grado di soddisfare tutti i criteri previsti per ospitare un polo da 130mila tonnellate di rifiuti all’anno. Batini ha depositato un documento alla commissione regionale e al Consiglio delle autonomie locali. Nel testo contesta le conseguenze della pianificazione, sostenendo che le previsioni di conferimento negli invasi supererebbero 1,14 milioni di tonnellate entro il 2035. «Mentre la Regione parla di impatto zero e transizione circolare, le carte dicono l’esatto contrario», afferma il consigliere.

Maratta e Le Crete, le criticità contestate da Batini

Nel mirino c’è anche il ruolo previsto per il polo di Le Crete, a Orvieto. Secondo Batini, l’impianto sarebbe destinato a ricevere decine di migliaia di tonnellate di scarti e sovvalli, con possibili proroghe e l’utilizzo dei 350mila metri cubi di capacità residua indicati nel suo intervento. Il consigliere solleva inoltre interrogativi sulla compatibilità tra un eventuale potenziamento delle attività a Maratta, la futura realizzazione del nuovo ospedale di Terni e la qualità dell’aria nella conca ternana. Si tratta di criticità evidenziate da Batini nell’ambito della sua opposizione alla revisione del Piano regionale.

Rifiuti e tariffe, la contestazione sui dati della raccolta differenziata

Un altro punto riguarda la distribuzione dei costi tra i territori umbri. Batini sostiene che Terni, nonostante i risultati nella gestione dei rifiuti, rischierebbe di sostenere un carico sproporzionato rispetto agli altri bacini regionali. Nel suo intervento cita 109 chilogrammi pro capite di rifiuto indifferenziato per il Comune di Terni e una raccolta differenziata superiore al 77%, a fronte di quantitativi oltre i 200 chilogrammi in altri bacini. Secondo il consigliere, sarebbe ingiusto chiedere ai cittadini ternani di sostenere i costi dei ritardi altrui attraverso possibili aumenti delle tariffe. Batini riferisce infine di aver presentato sei quesiti tecnici alla Giunta regionale, chiedendo chiarimenti sulla revisione del Piano e sulle ricadute previste per il territorio. La questione resta legata al confronto istituzionale sulle scelte future per la gestione dei rifiuti in Umbria.

Redazione

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