Il Comitato Noi Amiamo Ferentillo prepara una nuova azione contro L’acwquedotto Terria-Scheggino e invita ad una mobilitazione per il16 ottobre a Palazzo Broletto, a Perugia, per protestare contro nuovi prelievi dalle falde che alimentano il Fiume Nera. Nello stesso giorno e nella stessa sede è convocata la Conferenza di Servizi decisoria, che potrebbe autorizzare il S.I.I. a realizzare l’ampliamento dell’acquedotto ternano. I promotori chiedono di fermare l’intervento perché, a loro giudizio, ulteriori emungimenti danneggerebbero il sistema idrico naturale della valle del Nera. Ai partecipanti è richiesto di portare un scolapasta, scelto come simbolo della protesta.
La mobilitazione ha avuto un’anticipazione l’8 ottobre. Quel giorno una rappresentanza dei Comitati e delle Associazioni ha distribuito volantini all’ingresso dell’Assemblea Legislativa, con l’obiettivo di sensibilizzare i componenti del Consiglio Regionale sul tema. I delegati indossavano un elmetto-colabrodo, che nelle intenzioni degli organizzatori rappresenta gli acquedotti dell’Umbria e la cattiva gestione delle società integrate che controllano l’acqua. Con questo gesto la delegazione ha dato avvio alla protesta in vista della riunione decisoria del 16 ottobre.
Il progetto e l’opposizione dei sindaci
Il progetto è in fase di approvazione ed è di competenza regionale. È avversato dai sindaci della Valnerina, in particolare dal primo cittadino di Scheggino, che secondo i comitati si è adoperato molto e per primo contro l’iniziativa. Il piano prevede nuovi emungimenti, che i promotori ritengono dannosi per l’intero sistema idrico naturale che caratterizza la valle del Nera, indispensabile per il suo ecosistema.
Le perdite della rete idrica
Uno dei punti centrali delle contestazioni riguarda la dispersione di acqua negli acquedotti, che secondo i comitati si mantiene su un record di circa il 50%. Gli organizzatori sostengono che, negli anni della gestione pubblico-privata, non sia stato adottato alcun provvedimento efficace per ridurre in modo sostanziale le perdite. A loro avviso sarebbe mancata la sostituzione delle tubature ormai fatiscenti, che alimentano la dispersione.
Sismicità e cambiamenti climatici
I promotori parlano anche di finanziamenti pubblici sprecati per progetti che definiscono nati errati. Contestano inoltre la riproposizione dei prelievi in profondità, giudicati precari a causa della tipicità sismica della zona. Secondo i comitati, la metodica dei prelievi nel bacino sotterraneo è oggi ancora più insensata per effetto dei cambiamenti climatici che definiscono irreversibili. Lo scenario prospettato comprende anni di siccità alternati a piogge torrenziali, che non rifornirebbero le falde acquifere.
L’interrogativo rivolto alle istituzioni
Gli organizzatori pongono una domanda sul ruolo degli enti coinvolti. Chiedono se il S.I.I. verrà premiato da AURI e Regione Umbria con l’autorizzazione ai nuovi prelievi, finalizzati a compensare le perdite degli acquedotti che gestisce, oppure se prevarrà il buon senso.
Data, luogo e modalità della protesta
L’appuntamento è fissato per il 16 ottobre alle 9:00 davanti a Palazzo Broletto, a Perugia, sede della Conferenza di Servizi decisoria. L’invito alla cittadinanza è di partecipare portando il proprio scolapasta, per protestare contro i nuovi prelievi dalle falde che alimentano il Fiume Nera e contro l’ampliamento dell’acquedotto ternano.
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