Fathia El Afghani non ce l’ha fatta. la donna è morta all’ospedale di Terni, dove si trovava ricoverata, dopo più di cinque mesi di agonia. Aveva 44 anni, era magrebina, nella vita faceva la badante e nel maggio 2026 era stata aggredita e presa a martellate dal marito su un autobus di linea Terni – Stroncone. Un fatto avvenuto in località Santa Lucia e che portò all’arresto dell’uomo, connazionale della vittima, 43 anni, Mohamed Messaoudi, che i carabinieri hanno identificato poche ore dopo l’accaduto. La donna, colpita con ben otto martellate, era subito apparsa gravissima ed era stata trasportata in ospedale, al Santa Maria di Terni, dove è spirata nella notte tra il 18 e il 19 ottobre 2026.
L’arresto e le indagini
Dopo l’accaduto, l’uomo, un operaio, è stato identificato e rintracciato nelle ore successive, grazie anche a segnalazioni di testimoni. Per lui è scattato l’arresto. Il martello con il quale aveva colpito la donna, lo aveva lasciato sull’autobus dopo l’aggressione ed è stato recuperato e sequestrato sempre dai carabinieri. Dalle successive indagini della Procura della Repubblica di Terni erano emersi altri particolari, come il numero delle martellate subite dalla donna, il fatto che l’uomo l’avesse attesa alla fermata per salire su mezzo pubblico e aggredirla, gli insulti che le avrebbe lanciato prima di colpirla alla testa e poi la fuga dopo aver agito in preda al raptus.
Condizioni disperate
La donna, trasportata in elisoccorso all’ospedale di Terni, è stata subito ricoverata nel reparto di rianimazione, ma le sue condizioni sono immediatamente apparse disperate, tanto che si era parlato già nei primi giorni di ricovero di danni cerebrali irreversibili causati dalle martellate subite. Fino al decesso. La morte della donna, ora, aggrava la posizione del marito, che per di più aveva anche il braccialetto elettronico per precedenti aggressioni nei confronti della moglie e che è al momento detenuto nel carcere di vocabolo sabbione a Terni, con l’accusa di tentato femminicidio pluriaggravato. Accusa che ora, per ovvie ragioni, è destinata a variare nella forma più grave.
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