Il Patto Avanti chiede le dimissioni del sindaco di Terni Stefano Bandecchi. La richiesta arriva dopo che quattro consiglieri eletti nelle file della maggioranza hanno revocato la fiducia al primo cittadino e alla Giunta. In una nota, le forze politiche del Patto sostengono che l’amministrazione abbia perso la propria base politica e che la strada da seguire siano le elezioni anticipate. Secondo i firmatari, la crisi di maggioranza non è più un episodio di tensione interna, ma mette in discussione la tenuta del governo cittadino.
Le richieste al sindaco
I partiti chiedono a Bandecchi di chiarire se disponga ancora di una maggioranza consiliare e su quale programma intenda continuare a governare. Il Patto Avanti giudica inaccettabile che Terni resti sospesa tra rimpasti, trattative e dichiarazioni quotidiane, mentre i problemi della città restano in attesa di risposte. La nota parla di un progetto politico che mostrava da tempo le sue fragilità e sostiene che il sindaco avrebbe dovuto prenderne atto prima. Secondo i firmatari, si sarebbero evitati mesi di instabilità e di scontri interni.
Il bilancio che il Patto Avanti traccia dell’esperienza amministrativa è quello di una città che ha perso tempo. Terni, affermano i partiti, avrebbe bisogno di un’amministrazione concentrata sui problemi dei cittadini e non sulle proprie crisi. Senza una maggioranza, il sindaco dovrebbe trarne le conseguenze e rassegnare le dimissioni.
I nodi irrisolti della città
Nella nota sono elencate le questioni sulle quali, secondo i firmatari, si misura la capacità di governo:
- sanità pubblica e liste d’attesa;
- lavoro e futuro industriale del territorio;
- qualità dell’aria;
- servizi sociali;
- rete del gas;
- gestione delle società partecipate.
Per il Patto Avanti, l’efficacia di un’amministrazione si valuta su questi temi e non sul numero di accordi raggiunti nei palazzi della politica.
Il distinguo di Rifondazione Comunista
Rifondazione Comunista precisa che la crisi dell’amministrazione Bandecchi non basta, da sola, a risolvere i problemi di Terni. Un eventuale ritorno alle urne aprirebbe il confronto tra progetti politici differenti. Tra questi la nota cita il centrodestra e l’area del generale Vannacci, alla quale fa riferimento Orlando Masselli. Il partito chiarisce che il confronto con queste prospettive riguarda le scelte concrete su diritti, servizi pubblici, lavoro, ambiente e partecipazione democratica. La nota lo riassume così: «Non basta cambiare chi governa, se non cambia ciò che viene fatto per la città».
L’attivo pubblico del 24 ottobre
Alla luce della situazione, le forze della sinistra e democratiche vogliono rafforzare il percorso di confronto già avviato. L’intenzione è allargarlo ai sindacati, alle parti sociali, alle associazioni e ai cittadini. Il percorso, spiegano, dovrà mettere al centro contenuti, priorità e una visione condivisa del futuro di Terni, senza partire dai nomi o dalla distribuzione degli incarichi.
In questo quadro sabato 24 ottobre Rifondazione Comunista promuove un attivo pubblico. L’incontro è aperto a iscritti, simpatizzanti, forze politiche e parti sociali. L’obiettivo è discutere le priorità e le prospettive della città e dell’intero territorio provinciale. Il comunicato è firmato dalla Federazione provinciale di Terni del Partito della Rifondazione Comunista, che sottolinea come la crisi politica sia già aperta e come il confronto sul futuro di Terni sia già iniziato.
Seguici su
Aggiungi ternitomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.