Rifiuti a Terni, il M5S replica a Batini: «Nessun nuovo inceneritore a Maratta»

Il Movimento 5 Stelle difende il nuovo Piano regionale dei rifiuti e l'operato dell'assessore Thomas De Luca. Al centro dello scontro politico gli impianti di Maratta, la discarica Le Crete e i costi del sistema di smaltimento.

Si accende il confronto politico sulla gestione dei rifiuti a Terni. Il Movimento 5 Stelle ternano risponde al consigliere comunale Claudio Batini, contestando le preoccupazioni espresse sul futuro degli impianti di Maratta e della discarica Le Crete. Al centro della polemica c’è l’aggiornamento del Piano regionale di gestione dei rifiuti dell’Umbria, che secondo il M5S introduce specifiche limitazioni all’incenerimento nella Conca Ternana e punta sul recupero dei materiali. Il movimento difende le scelte dell’assessore regionale Thomas De Luca, attribuendo invece alla precedente Giunta guidata da Donatella Tesei la responsabilità degli ampliamenti delle discariche e del progetto di un nuovo inceneritore.

Maratta, il M5S esclude nuovi inceneritori e discariche

La replica del Movimento 5 Stelle prende le mosse dalle dichiarazioni di Batini, che aveva richiamato il rischio di una concentrazione degli impianti per il trattamento dei rifiuti nell’area ternana, parlando di una possibile «tenaglia Maratta-Le Crete» e sostenendo che Terni non dovrà diventare la pattumiera dell’Umbria.

Il M5S respinge questa ricostruzione e richiama le disposizioni contenute nell’aggiornamento del Piano regionale.

Secondo il movimento, nella Conca Ternana è stato introdotto un criterio escludente per gli ampliamenti e le modifiche sostanziali degli impianti di incenerimento e combustione. Una previsione che, nella lettura dei pentastellati, impedirebbe ulteriori interventi di questo tipo nell’area.

«A Maratta non nascerà alcun polo di incenerimento o nuova discarica», afferma il M5S, rivendicando il ruolo dell’assessore De Luca nella definizione delle nuove regole.

Per quanto riguarda l’impianto pubblico già esistente a Maratta, il movimento precisa che gli interventi previsti riguardano l’ammodernamento tecnologico del trattamento meccanico-biologico (TMB), con l’obiettivo di migliorare il recupero dei materiali.

Il progetto viene quindi descritto come un aggiornamento delle strutture attuali e non come la realizzazione di un nuovo polo destinato alla combustione dei rifiuti.

Lo scontro sull’inceneritore previsto dalla Giunta Tesei

Un altro punto della replica riguarda il progetto di inceneritore sostenuto durante la precedente amministrazione regionale.

Il Movimento 5 Stelle ricorda che la Giunta Tesei aveva previsto un impianto dal valore superiore a 250 milioni di euro, una scelta alla quale il partito si era opposto.

Secondo le stime riportate dal M5S, la sostenibilità economica del progetto avrebbe richiesto il trattamento di circa 200mila tonnellate di rifiuti indifferenziati all’anno.

Il movimento sostiene inoltre che un impianto di quelle dimensioni avrebbe potuto rendere necessario il conferimento di rifiuti provenienti anche da fuori regione, con ulteriori conseguenze per il territorio ternano.

Si tratta delle valutazioni espresse dai pentastellati nel confronto politico con il centrodestra, che vengono richiamate per difendere la decisione di abbandonare il progetto.

«È stato proprio l’assessore Thomas De Luca a cancellare l’inceneritore della Tesei», sostiene il Movimento 5 Stelle, attribuendo all’attuale indirizzo regionale una maggiore attenzione alla qualità dell’aria nella Conca Ternana.

Discarica Le Crete, la polemica sull’ampliamento autorizzato nel 2022

La questione della discarica Le Crete occupa una parte importante della risposta a Batini.

Il M5S richiama la delibera della Giunta regionale numero 2 del 5 gennaio 2022, approvata durante la presidenza Tesei, alla quale attribuisce l’autorizzazione all’ampliamento delle tre discariche strategiche regionali per un volume complessivo di 1,2 milioni di metri cubi.

Secondo il movimento, l’attuale procedimento autorizzativo relativo a Le Crete deriva proprio da quella decisione.

I pentastellati fanno riferimento all’istruttoria PAUR, il Provvedimento autorizzatorio unico regionale, spiegando che si tratta di una procedura amministrativa disciplinata dalla legge.

Nella loro ricostruzione, un’interruzione arbitraria dell’iter potrebbe esporre la Regione a contenziosi e richieste risarcitorie.

«Finiti i volumi decisi dalla destra, non ci sarà alcun ulteriore ampliamento», afferma il M5S, sostenendo che il nuovo Piano preveda la chiusura delle tre discariche regionali una volta esaurite le capacità autorizzate.

Il movimento indica inoltre per il 2035 un obiettivo di conferimento in discarica pari al 9,8% dei rifiuti, inferiore al limite europeo del 10%.

Raccolta differenziata, il modello Terni nel Piano regionale

Nella replica al consigliere Batini, il Movimento 5 Stelle rivendica anche i risultati raggiunti dal territorio ternano nella raccolta differenziata.

Secondo i dati citati dal partito, Terni e il Sub-Ambito 4 hanno raggiunto il 75,3% di raccolta differenziata, collocandosi tra le realtà più avanzate dell’Umbria.

Il M5S collega questo risultato all’introduzione del sistema porta a porta e alle iniziative sostenute negli anni da Thomas De Luca.

L’aggiornamento del Piano regionale, secondo quanto riferito dal movimento, punta a estendere le modalità organizzative adottate a Terni al resto del territorio umbro.

Tra gli obiettivi indicati figurano l’80% di raccolta differenziata entro il 2030 e una maggiore diffusione della tariffazione puntuale (TARIP), che collega il costo del servizio anche alla quantità di rifiuto residuo prodotta.

Il Piano prevede inoltre, secondo i dati richiamati dal M5S, una riduzione del rifiuto secco residuo fino a 100 chilogrammi per abitante.

Costi dei rifiuti e bollette Tari, le stime del Movimento 5 Stelle

Il confronto politico riguarda anche le possibili conseguenze economiche delle diverse scelte impiantistiche.

Secondo le stime riportate dal Movimento 5 Stelle, la riduzione del rifiuto residuo a 100 chilogrammi per abitante potrebbe determinare un risparmio di circa 10 milioni di euro all’anno sui costi di trattamento inseriti nei piani economico-finanziari dei Comuni.

Il partito sostiene invece che la realizzazione dell’inceneritore previsto dalla precedente Giunta avrebbe comportato costi di conferimento superiori a 200 euro per tonnellata.

Nella valutazione dei pentastellati, questo scenario avrebbe prodotto un aggravio complessivo di circa 9 milioni di euro all’anno, con possibili ripercussioni sulle bollette Tari dei cittadini.

Le cifre vengono utilizzate dal movimento per sostenere la convenienza economica di un sistema maggiormente orientato alla raccolta differenziata e al recupero di materia rispetto al trattamento termico dei rifiuti.

De Luca al centro della replica politica a Batini

La presa di posizione del M5S assume anche un carattere politico, con una difesa esplicita dell’operato dell’assessore regionale Thomas De Luca.

Il movimento contesta al centrodestra di aver sostenuto un modello basato sull’incenerimento e sull’ampliamento delle discariche, mentre attribuisce all’attuale gestione regionale la scelta di privilegiare il recupero dei materiali e l’economia circolare.

«Non prendiamo lezioni da chi ha governato lasciando in eredità ampliamenti di discarica e progetti di inceneritori milionari», affermano i pentastellati.

La replica a Batini si concentra quindi su due questioni: da una parte le garanzie che il M5S ritiene siano state introdotte per limitare nuovi impianti di combustione nella Conca Ternana, dall’altra la gestione delle capacità residue delle discariche già autorizzate.

Il movimento conferma il proprio sostegno all’assessore De Luca e alle misure previste dall’aggiornamento del Piano regionale, rivendicando l’obiettivo di ridurre il ricorso allo smaltimento e contenere i costi per cittadini e amministrazioni.

Redazione

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