Negli ultimi tempi, nelle strade della città si è registrato un preoccupante aumento dei furti di batterie automobilistiche, prelevate sia dalle vetture parcheggiate in strada che da quelle lasciate nelle autofficine. Questa ondata di furti sembra essere collegata all’attività di spacciatori di droga, i quali trascorrono lunghe ore nei boschi e alimentano un fiorente mercato nero, in particolare per le costose batterie utilizzate nelle auto ibride. Ne riferisce l’edizione locale de Il Messaggero.
Durante le operazioni di controllo per smantellare i nascondigli della droga fra la fitta vegetazione di aree come Cesi, Piediluco, Marmore, ma anche nei pressi del parco Batteria a San Zenone, Stroncone e Narni, sono state scoperte numerose batterie abbandonate. Queste ultime, rubate per alimentare torce, stufette e cellulari durante la permanenza degli spacciatori, vengono lasciate una volta scariche. Sono state ritrovate batterie anche in strutture di fortuna e casali diroccati, rifugi di stranieri clandestini o senza tetto.
I furti sono stati segnalati in diverse zone, tra cui Cesi e nei pressi di alcune officine a Campomicciolo e vicino a viale dello Stadio. Le batterie rubate variano in valore: alcune hanno un prezzo commerciale basso, mentre altre, come le batterie agli ioni di litio delle auto ibride, possono raggiungere un valore di 10.000 euro. Questi accumulatori, composti da celle al litio, sono molto richiesti a causa della loro lunga durata e alta capacità di immagazzinamento energetico, rendendoli utili non solo per le auto, ma anche per altri scopi come l’alimentazione di impianti fotovoltaici.
Un problema serio perchè di queste batterie ci sono ancora pochi ricambi e quindi la situazione porta ad un fermo prolungato del veicolo.