A Terni la desertificazione bancaria avanza e blocca lo sviluppo economico

La chiusura progressiva delle filiali colpisce anche il ternano: First Cisl, Uilca, Fisac Cgil e Fabi chiedono misure strutturali per tutelare il tessuto economico locale

Palazzo Donini Giunta Regione Umbria

Lo scorso mercoledì su convocazione della segreteria dell’assessore regionale Francesco De Rebotti, si è svolto nella sede della Regione Umbria un incontro tra le istituzioni regionali e i segretari delle principali organizzazioni sindacali del settore credito e assicurazioni, con l’obiettivo di avviare un confronto strutturato sul fenomeno della desertificazione bancaria che interessa l’intero territorio umbro, compresa la provincia di Terni. L’iniziativa giunge dopo quasi un decennio di richieste da parte dei sindacati di categoria, che da anni chiedevano l’istituzione di un tavolo regionale permanente dedicato al credito.

Al confronto hanno preso parte, per la componente sindacale, i rappresentanti di First Cisl, Uilca, Fisac Cgil e Fabi. Sul versante istituzionale erano presenti Andrea Cernicchi per l’Assessorato allo sviluppo economico, Adriano Bei, direttore generale del medesimo settore, e Silvio Ranieri, segretario generale di Anci Umbria. Il punto centrale dell’agenda era la discussione attorno a una proposta di protocollo d’intesa con cui il governo regionale intende governare le conseguenze della riduzione progressiva degli sportelli bancari fisici sul territorio.

Il segretario regionale di Fisac Cgil Umbria, Giampaolo Ragni, ha inquadrato la questione in una prospettiva che va oltre la semplice analisi numerica delle chiusure: secondo il sindacato, la contrazione degli operatori finanziari produce effetti diretti e documentabili sullo sviluppo del tessuto economico e sociale locale, ostacolando le politiche di crescita e vanificando il potenziale delle misure di rilancio. Una dinamica che interessa in modo particolare aree come il ternano, caratterizzate da un tessuto produttivo composto prevalentemente da piccole e medie imprese con forte dipendenza dal credito di prossimità.

La posizione di Fisac Cgil è che il protocollo in discussione debba ampliare il proprio raggio d’azione, sincronizzandosi con i piani industriali dei grandi gruppi bancari prima che i loro effetti si materializzino sul territorio. Ragni ha avvertito che, se non governati con il giusto anticipo, tali piani rischiano di imporre una logica estrattiva — ossia di drenare risorse dal territorio senza restituirle sotto forma di investimenti o servizi — anziché contribuire alla creazione di valore locale.

Per questo il sindacato chiede che al tavolo vengano chiamati anche Sviluppumbria e Gepafin, le principali strutture operative della Regione nel campo dello sviluppo economico, insieme alle associazioni di categoria del mondo produttivo. Centrale, nella proposta, è il ruolo che potrebbero svolgere gli istituti bancari medio-piccoli, che per caratteristiche statutarie o per vocazione territoriale risultano più adatti a operare in aree come quella ternana e a svolgere una funzione di supplenza rispetto ai vuoti lasciati dai grandi gruppi.

Un’attenzione specifica viene riservata anche alle fondazioni di origine bancaria, il cui ruolo tradizionalmente filantropico potrebbe essere valorizzato in chiave di raccordo tra i diversi attori del sistema finanziario e produttivo locale, contribuendo contestualmente alla diffusione di una cultura economico-finanziaria orientata alla legalità e alla partecipazione. Un elemento ritenuto strategico per rafforzare la resilienza delle comunità locali, comprese quelle della provincia di Terni, di fronte ai cambiamenti strutturali del sistema bancario nazionale.

Il tavolo aperto il 18 marzo rappresenta l’avvio di un percorso che dovrà trovare concretezza nel protocollo d’intesa atteso nelle prossime settimane, con ricadute potenzialmente significative per tutti i comuni umbri colpiti dalla chiusura delle filiali.

Redazione

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2 Commenti
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Commento da Facebook
5 mesi fa

Fino A quando non Decidono Di Cambiare politiche sullo Sviluppo vera’ solo Peggio

Commento da Facebook
5 mesi fa

Una città alla canna del gas……pure le banche chiudono…..😂😂😂😂

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